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Bagnoli di Sopra. Dominio aperto domenica con il Friularo festival
Nei giorni in cui si vendemmia l’ultima uva, Bagnoli di Sopra celebra domenica 20 il suo vino con il Friularo festival.
MosaicoNei giorni in cui si vendemmia l’ultima uva, Bagnoli di Sopra celebra domenica 20 il suo vino con il Friularo festival.
Le porte del Dominio – tra gli organizzatori assieme al Comune, alla pro loco e all’associazione Kaleidoscopio – si aprono dalle ore 10 con le mostre di attrezzature agricole e dei prodotti locali e artigianali, oltre ad aree ristoro e punti per la degustazione dei vini locali. Durante la giornata è, inoltre, possibile prendere parte alle visite guidate nei giardini di villa Widmann Borletti, assistere a momenti musicali e alla magia degli spettacoli con fuoco, luci e bolle di sapone. Vino d’eccellenza, prodotto in soli tredici comuni della zona, il Friularo racchiude in sé storia e tradizioni di questa porzione della Bassa Padovana, essendone la sua coltivazione testimoniata fin dal 950 d. C. per opera dei monaci benedettini e continuata anche sotto la Serenissima che ha esportato il prodotto bagnolese, ricco di tannini, in tutte le sue colonie, coniando la definizione di vino da viaggio. Celebrato anche dal Ruzante e da Lodovico Pastò, questo vino conclude la stagione della vendemmia a livello nazionale, tradizionalmente coincidente nelle campagne con le prime brine, come suggerito dal nome legato al freddo di novembre. «Il Friularo – spiega il sindaco Roberto Milan – ci dà la possibilità di riscoprire la nostra identità, come dimostra anche il percorso che ha portato al riconoscimento della docg, cominciato non dalle istituzioni, ma dalle persone che normalmente utilizzavano questo vino sulla loro tavola». Sono stati, infatti, sempre i produttori locali – in epoca recente anche con il sostengo del proprietario del Dominio Lorenzo Borletti – a far sì che questo vino non cadesse nell’oblio a favore di etichette internazionali, ma venisse riscoperto nelle sue proprietà enologiche ma anche culturali: «Il nostro obiettivo – conclude Milan – è far uscire l’identità di questo vino, portandolo così a diventare l’ambasciatore del nostro territorio e della sua gente».
All’Orto Botanico, fino all’8 gennaio, c’è la mostra fotografica tratta da Il libro di Padova, con alcune immagini della città realizzate dal grande fotografo Vincenzo Castella per l’omonimo libro pubblicato lo scorso anno.