Chiesa
«Possa la testimonianza di questa donna, forte nella fede e ardente nella carità, essere un esempio e un faro di speranza per l’oggi della Chiesa e della società». Si conclude così la prefazione del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, al volume Beata Eustochio. Storia e attualità di Lucrezia Bellini (1444-1469) a cura di Christian Gabrieli (373 pagine, Edizioni Diodati).
«Ma chi era la beata Eustochio? – si chiede il curatore del volume, che è anche postulatore della causa di canonizzazione – Cosa ci vuole comunicare la sua vita? Perché dovrebbe interessare a noi, che viviamo sei secoli dopo, che non abbiamo avuto la possibilità di conoscerla? La monaca di San Prosdocimo a Padova, così splendente in tema di speranza cristiana, ci mostra come – nonostante tutte le prove della nostra vita – sia possibile rimanere fedeli a Lui nella propria vocazione, dandoci la testimonianza di una particolare amicizia con Dio, anche attraverso l’amore per il prossimo».
Lucrezia Bellini – si legge nella biografia pubblicata su beataeustochio.diocesipadova.it – è nata in un giorno imprecisato del 1444 a Padova, figlia illegittima di Maddalena Cavalcabò (monaca del monastero di San Prosdocimo nella stessa città) e di Bartolomeo Bellini, che aveva facile accesso al cenobio. Nel 1451, entra lei stessa – accompagnata dal padre – nel San Prosdocimo, dove la vita quotidiana, però, continuava in un clima di libertinaggio. Allontanate le monache, arrivarono le benedettine da Santa Maria della Misericordia e a loro Lucrezia chiese di poter vestire l’abito da monaca: emise la professione solenne nel 1465 e prese il nome di Eustochio. Ebbe, fin da giovanissima, una vita molto tormentata, tanto da far pensare – da parte dei suoi contemporanei – a una possessione demoniaca. Muore il 13 febbraio 1469, a 25 anni.
Il volume – che si apre con la prefazione del card. Pietro Parolin e la presentazione del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla – si articola in due parti: la prima ricostruisce la vita e gli eventi straordinari legati a Eustochio (ampio spazio è dedicato agli eventi mistici e ai fenomeni miracolosi); la seconda parte raccoglie contributi specialistici che approfondiscono la storia del culto e delle fonti relative alla beata.