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Biblioteche scolastiche. La lettura, amore fin dal grembo materno
Nel nostro Paese godono di pessima salute. Eppure leggere è fondamentale per la formazione dell’individuo ancora prima della nascita
ChiesaNel nostro Paese godono di pessima salute. Eppure leggere è fondamentale per la formazione dell’individuo ancora prima della nascita
Le biblioteche scolastiche in Italia non godono di buona salute. Secondo un’indagine condotta nel 2019 su 7.762 scuole a cura dell’Associazione italiana editori (Aie), in collaborazione con il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca (Miur), il Centro per il libro e la lettura (Cepell) e l’Associazione italiana biblioteche (Aib), presentata a “Più libri più liberi”, la fiera nazionale della piccola e media editoria, gli spazi riservati dagli istituti ai libri sono in genere molto ridotti, con patrimoni scarsi e poco aggiornati (5,8 libri per studente, 0,2 libri nuovi comprati ogni anno sempre per studente).
Le biblioteche scolastiche sono il pilastro centrale su cui costruire l’abitudine alla lettura. È fondamentale, quindi, riconoscere il grande valore di questo luogo istituzionale e trovare risorse e strategie per poterne realizzare una all’interno dei diversi istituti scolastici. Tuttavia sono ancora molte le scuole che ne sono sprovviste, per mancanza di spazio o per restrizioni economiche. Alcune insegnanti ricreano una piccola biblioteca all’interno della classe, dove gli alunni possono portare libri che hanno letto e scambiarseli, e contemporaneamente le stesse insegnanti possono attingere da quelle delle rispettive case o conoscenze per metterli a disposizione dei propri ragazzi e delle colleghe.
La lettura ha un ruolo decisivo nella formazione culturale di ogni individuo e per poter evitare la disaffezione alla lettura, che si riscontra troppo spesso tra i bambini e i ragazzi, occorre accendere l’interesse ai libri sin dai primi anni di vita, anzi già dal grembo materno. Gli ultimi studi medici e scientifici, infatti, hanno rivelato l’importanza della lettura al bambino fin dalla gravidanza. Nell’ultimo trimestre d’attesa il feto ha già sviluppato il senso dell’udito ed è in grado di distinguere suoni e voci a lui familiari, rendendo la lettura ad alta voce già in gravidanza una dolce e fondamentale forma di contatto umano.
La narrazione rappresenta uno degli strumenti indispensabili per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale dei bambini fin dalla più tenera età e contribuisce in maniera fondamentale alla costruzione dell’identità personale e culturale.
Il desiderio di leggere è un’acquisizione culturale e non un fatto spontaneo e naturale. L’esperienza di lettura, pertanto, va avviata precocemente già a partire dal nido e dalla scuola dell’infanzia e va condivisa con il contesto familiare perché il piacere di leggere nasce se gli adulti consentono l’incontro precoce con ogni tipo di libro, se leggono ai bambini e se offrono essi stessi un modello adeguato: i bambini guardano, ascoltano e soprattutto imitano gli adulti. Bisogna aiutare i genitori a comprendere che la lettura a casa è un «atto d’amore» perché stimola e arricchisce le competenze linguistiche ed espressive ma anche perché influenza la sfera relazionale. Leggere ai bambini è un atto pedagogico di altissimo valore. Ed è un’azione semplicissima e alla portata di tutti, non occorre inventarsi nulla di straordinario per intrattenere i bambini in modo stimolante e produttivo. Basta leggere per loro con naturalezza, trasferendo le emozioni, coinvolgendoli e facendoli partecipare il più possibile.
Il libro nella scuola dell’infanzia può anche essere un’occasione per sognare a occhi aperti o, perché no, una possibilità per il bambino di entrate, senza che nessuno se ne accorga, nei panni di qualche timido protagonista per vincere le proprie insicurezze e le proprie paure.
Le fiabe pongono il bambino di fronte ai principali problemi umani: il bisogno di essere amati, il sentirsi inadeguati, l’angoscia della separazione, la paura della morte e via dicendo. Inutile dire che tutti questi sono temi centrali in ogni classico della letteratura, in ogni essere umano, in ogni fase della vita. In questo caso il libro diventa un prezioso strumento per poter affrontare delicati momenti della vita e costruire insieme nuovi cammini. E come canta Il topo con gli occhiali – Zecchino d’Oro 2001 – «I libri sono ali che aiutano a volare / I libri sono vele che fanno navigare…».
Tiziana Di Gregoriocoordinatrice scuola infanzia e consulente prima infanzia
Nel suo libro di teoria della scuola Ri-creazione. Una scuola di qualità per tutti e per ciascuno, Luigi Berlinguer dedica un denso capitolo al tema delle biblioteche scolastiche, che potrebbe essere sintetizzato in due battute che, in realtà, ne costituiscono l’asse portante: «Dimmi che biblioteca hai e ti dirò che scuola sei» e ancora «Un bambino che legge sarà un adulto che pensa».
Dedichiamo questa uscita di Scuola a tutto campo proprio al tema delle biblioteche scolastiche, non certo per affrontarlo in modo esaustivo, quanto per sollecitare chi nella scuola vive e opera a riflettere sull’importanza non solo della lettura, qualsiasi sia il formato cartaceo o elettronico, ma anche sul valore “sociale” e “civico” delle biblioteche, intese come luogo di pensiero, di confronto e di dialogo.