Una parte dei partecipanti all’esperienza notturna promossa, per il secondo anno, dalla Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova.
Camminare di notte cambia il modo di guardare ciò che ci circonda. Sabato 12 settembre, durante la seconda edizione del “Cammino Laudato si’ sotto le stelle”, siamo partiti dalla chiesa di Faedo, sui Colli Euganei, facendo luce con le torce sui nostri passi e affidandoci, poco alla volta, anche agli altri sensi. Nel buio abbiamo riconosciuto gli odori della natura, dal mosto alla lavanda, ascoltato i rumori degli animali e percepito quella vita che durante il giorno rischiamo di attraversare senza davvero accorgercene. Ma il cammino è stato anche un’esperienza spirituale. Il silenzio, i momenti di meditazione vissuti insieme e l’ascolto hanno trasformato il vedere, l’udire e il sentire in qualcosa di più profondo: un modo per entrare in relazione con il Creato e, attraverso di esso, con Dio. Camminare insieme ha significato così condividere non soltanto un sentiero, ma uno spazio di raccoglimento e di ricerca. All’inizio il nostro sguardo era rivolto verso il basso, ai passi illuminati dalle torce e al gruppo con cui avanzavamo. Arrivati a Casa Marina, a Galzignano, abbiamo invece alzato gli occhi verso il cielo. La contemplazione guidata dall’Associazione astronomica euganea ci ha restituito la misura della nostra piccolezza. Siamo una minuscola parte della Via Lattea. Eppure da quella immensità arrivano immagini capaci di parlare anche della nostra vita. Sotto quel cielo ci siamo messi in ascolto e in contemplazione. Mi piace pensare alla contemplazione non come a un semplice fermarsi ad ammirare, ma come a qualcosa che contiene già un invito all’azione. Contemplare la bellezza significa anche sentirsi chiamati a custodirla, assumendo nella vita quotidiana la responsabilità delle nostre scelte verso il Creato, gli altri e ciò che ci circonda. Il cammino si è concluso la mattina seguente con la messa per la Creazione. Accanto alla responsabilità, è emersa un’altra parola: perdono. Perdono verso gli altri, ma anche verso noi stessi. Forse custodire il Creato significa anche riconoscersi piccoli, imperfetti e interdipendenti, senza rinunciare alla responsabilità di prenderci cura della bellezza che ci è stata affidata.