L’emergenza fame non si ferma: con la pandemia 150 milioni di persone malnutrite in più nel mondo

I dati e le considerazioni dell’Indice globale della fame, rapporto presentato dal Cesvi. Sono 828 milioni le persone malnutrite nel mondo; 46 Paesi non raggiungeranno l’obiettivo “fame 0” dell’agenda 2030. In 9 Paesi la fame è di categoria allarmante (Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Yemen, Burundi, Somalia, Sud Sudan e Siria) e in 35 grave

Cop27, “cambiamenti climatici, conflitti ed emergenze sanitarie, un mix mortale per i più vulnerabili”

Medici Senza Frontiere, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) e il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa stanno lavorando a stretto contatto con le comunità dei paesi in cui i cambiamenti climatici si sono drammaticamente sovrapposti ai conflitti armati e alle emergenze sanitarie. “Chiediamo ai leader mondiali di rispettare gli impegni assunti con l’Accordo di Parigi e l’Agenda 2030”

Acqua, in Italia si prelevano oltre 33 miliardi di metri cubi l’anno, il 22% si perde

Tra i settori più “idroesigenti” quello agricolo (55%), industriale (27%) e civile (18%). Legambiente: “L’acqua è la risorsa naturale che più soffre problemi di sbagliata gestione, di eccessivo uso e la più sensibile all’inquinamento. Utilizzare lo strumento dell’impronta idrica per migliorare la gestione delle risorse e la sostenibilità ambientale dei processi, aumentare la consapevolezza e cambiare il modello di gestione dell’acqua”

Conferenza Cop27, Amnesty: “I delegati denuncino l’attacco dell’Egitto ai diritti umani”

Alla vigilia della conferenza, oltre a sollecitare un’azione importante, coordinata e globale per affrontare il cambiamento climatico, Amnesty International chiede ai leader del mondo di manifestare pubblicamente la loro solidarietà con la società civile egiziana sotto assedio e di premere sulle autorità del Cairo affinché pongano fine all’attacco in corso da anni ai diritti umani

Elezioni in Israele. Non solo Bibi, successo dell’estrema destra

Si sono svolte il 1° novembre le elezioni politiche in Israele. Dalle urne esce un Paese che guarda sempre più a destra, con la vittoria del blocco guidato dal leader del Likud, Benjamin Netanyahu, che ottiene la maggioranza con 65 seggi. Spicca in questa coalizione il successo di Sionismo religioso (14 seggi), il partito di estrema destra guidato da Ben Gvir, l'altro vero vincitore di questo voto