Venezuelani in fuga e il “tappo” di Panama. Mons. Torres Marín (Apartadò): “Arrivano in una condizione indicibile, donne, bambini, anziani”

Lavorano senza sosta, i Caronte di Necoclí, nel nordovest della Colombia. A tutte le ore, con barche regolari e irregolari, decine e decine di venezuelani, oltre a persone di altre nazionalità (soprattutto haitiani e cubani) si imbarcano verso l’inferno. In altro mondo non si può definire il cosiddetto “Tapón del Darién”, il sottile istmo che separa la Colombia da Panama, l’America del Sud dall’America centrale. Ma troppo forte è l’obiettivo di attraversare il serpentone del Centroamerica per raggiungere il Messico, e poi gli Stati Uniti.

Lavoratori stranieri in Italia: producono ricchezza, ma sono sempre più poveri

Anticipazione del Dossier statistico Immigrazione: lavorano in condizioni peggiori, sono più sovraistruiti e sottoccupati, ma contribuiscono in misura rilevante all’economia del Paese, con un saldo positivo di 1,3 miliardi di euro per le casse dello Stato. E restano largamente esclusi da molte prestazioni sociali, pur avendo un tasso di povertà 4 volte superiore a quello degli italiani.

Haiti. Il vescovo Dumas: “Paese paralizzato, a rischio la sopravvivenza del popolo. Necessario aiuto internazionale”

Ad Haiti manca il carburante e il cibo, i prezzi sono raddoppiati, le gang tengono in scacco interi quartieri con la violenza. I malati muoiono per mancanza di cure, ospedali, scuole e banche sono chiuse ed è tornato il colera. Serve "un aiuto internazionale che non impedisca l'aspirazione del popolo ad essere libero e sovrano. Che non sia una occupazione ma aiuti Haiti a risolvere i problemi storici, sociali e i blocchi attuali". Lo dice al Sir monsignor Pierre-André Dumas, vescovo di Anse-à-Veau et Miragoâne, parlando della situazione e della richiesta del governo di dispiegare forze militari straniere ad Haiti. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres si è detto infatti favorevole all'invio di un contingente internazionale Onu