Più che un vero ascolto diretto, quello che accade è che siamo monitorati in modo costante nel nostro comportamento digitale. Queste tracce sono utilizzate per costruire un profilo
Gentile direttore, dopo un (ex) ministro piangente in tv, abbiamo visto un ministro eroe che ci salva e ci protegge da chi vuole invadere la patria italica. Pure a lui viene concesso lo spazio della tv pubblica senza aggiungere dall’altra parte una voce diversa, un pensiero che parli con giusta cognizione di causa, e non, come fa quel ministro eroe, alla pancia di italiani e italiane. Ma, come un grande profeta dei nostri tempi,
Giovanni Floris è uno dei nostri più equilibrati conduttori televisivi di dibattiti politico-culturali. Prima con Ballarò e poi con l’attuale programma Di martedì, grazie ad una ben dosata rassegna di rispettabili opinioni, contribuisce a fornire chiavi di lettura utili per l’interpretazione delle nostre piuttosto strampalate vicende pubbliche.
Cerca di farsi ascoltare da chi crede in Dio. Si rivolge, naturalmente, a chi crede in Gesù Cristo, tanto da portarne il nome. Sebbene, alla prova dei fatti, non sembri tanto naturale avere cuore aperto e braccia aperte verso i migranti. Perché di questo si tratta.
Un dato preoccupante emerso in questa Giornata è che in generale sono sempre meno i medici e gli infermieri e ancor meno sono quelli disponibili per la cura di questi malati
Su Change.org nei giorni scorsi è partita una petizione per vietare lo smartphone ai minori di 14 anni e l’utilizzo dei social agli under 16. L’appello denuncia i danni che l’uso precoce di questi strumenti causa su bambini e ragazzi. La questione attualmente è dibattuta anche in altri Paesi. Il Sir ha rivolto qualche domanda in merito a Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Cpp - Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, che ha promosso questa iniziativa insieme al medico e ricercatore Alberto Pellai
Una forma di dissociazione dalla realtà: “Fino alla fine Chiara ha voluto negare a sé stessa l’esistenza del bambino che cresceva in lei”, ma il momento del parto “ha rappresentato la resa dei conti. Quando il figlio ha preso forma reale davanti ai suoi occhi ha dovuto ‘eliminarlo’”. Intervista con la psicoterapeuta Noemi Grappone che parla di sindrome di Medea. “Non sono sicuramente mancati dei campanelli d’allarme – osserva –, ma spesso molti segnali vengono purtroppo ignorati”. Tante le domande senza risposta; certamente una ragazza da soccorrere e aiutare