La Chiesa ha sempre avuto la capacità di rigenerarsi grazie alle crisi più sconvolgenti: auspichiamo che la progressiva (e rapida) estinzione delle prassi di mero mantenimento nelle nostre comunità ci induca a tornare all’essenziale, cioè a rimetterci a camminare, proponendo e cercando percorsi di fede che formino, riconnettendo il vissuto delle persone al Mistero. Saremo di meno, ma i “di più” degli ultimi decenni si sono rivelati un mero errore percettivo, che la durezza del reale sta finalmente facendo svanire in favore di possibilità ancora tutte da esplorare sotto la guida dello Spirito
Il 7 aprile scorso è stato il trentesimo anniversario del genocidio del Ruanda. Jean-Paul Habimana, quando ebbe inizio il genocidio, aveva appena dieci anni. Oggi insegna religione a Milano. Su questa vicenda ha scritto anche un libro.
Sono trascorsi sei mesi da quel tragico 7 ottobre. Sono trascorsi 180 lunghi, interminabili giorni in cui la Terra Santa è stata travolta da sofferenze che mai avrei potuto immaginare.
È stato per caso che l’8 marzo siamo andati a Torreglia. Un post su Whatsapp, ricevuto da amici, senza commenti, presentava il weekend di preghiera per persone Lgbt e...
"L'errore è stato ritenere che fosse possibile recuperare la pratica religiosa non attraverso un puntuale lavoro sulle coscienze, ma puntando su un approccio sicuramente attraente ma forse superficiale. La fede non ha bisogno di essere spettacolarizzata ma seguita e alimentata". Luca Diotallevi, docente di sociologia all’Università di Roma Tre, presenta il suo ultimo libro "La Messa è sbiadita"
Le immagini che martedì pomeriggio – proprio nei minuti di mandare in stampa questo numero de La Difesa – ci giungevano da palazzo Bo, la storica sede dell’Università di Padova, non non ci sono piaciute per niente.
Obiettivo dei siti di incontri non è primariamente aiutare nella ricerca della persona giusta, bensì presentare offerte pubblicitarie e servizi a pagamento
Una tavola rotonda che ha visto, a Padova, i rappresentanti giovanili dei principali partiti politici parlare di sicurezza comune alla luce delle guerre che bussano alla porta dell’Ue