Nella lettera gli esperti e studiosi del tema migrazioni chiedono al presidente incaricato un nuovo corso nella gestione del fenomeno. Cambiamenti sono richiesti sia in tema di lavoro e caporalato che nel rispetto del diritto d’asilo
Quanto vissuto nei mesi della pandemia “è stato uno stress test significativo del potenziale ma anche del potere della macchina rispetto all’umano”. Ne è convinto don Luca Peyron, direttore del Servizio per l’Apostolato digitale dell’arcidiocesi di Torino, approfondendo per il Sir opportunità e sfide introdotte dalle tecnologie. Un contesto nel quale anche “la Chiesa deve darsi da fare perché accadano cose buone”
Oggi, in occasione dell’Internet safer day, l’associazione Gli Invisibili presenta una diretta online per parlare di come accompagnare gli adolescenti a un uso consapevole della rete e delle sue risorse. Fasoli: “I social media sono come una scatola di cioccolatini, come dice Forrest Gump: non sai mai quello che ci trovi dentro"
Parla Giovanni Visci, presidente del Coordinamento italiano contro l’abuso e il maltrattamento su minori: “La solitudine e un’intensa vita online sembrano essere due caratteristiche della vita dei più giovani. Un paradosso, se non sapessimo che essere virtualmente amici non è come esserlo davvero”
La pandemia ha tolto il velo ad alcune “disumanità che non consentono più di parlare di civiltà”. “L’unico riferimento sono i soldi” e il virus più insidioso è quello che “ha fatto smarrire il significato dell’uomo”. Intervista con lo psichiatra Vittorino Andreoli che soffermandosi sulle “fratture” provocate dal Covid sostiene l’importanza di far riemergere “il senso del mistero con la M maiuscola”. E la Chiesa è chiamata a "dire la bellezza dell'umano, la visione che ne aveva Gesù di Nazareth", e ad "aiutare a interpretare la vita"
Anche a noi si è stretto il cuore quando abbiamo visto l’orsa Ina girare in tondo all’infinito, dopo essere stata liberata dalla gabbia in cui aveva vissuto per vent’anni. Ormai incapace di vivere in libertà, si è costruita tutto intorno una sorta di gabbia immaginaria. Quei fotogrammi parlavano di noi, di ciascuno di noi. Di come siamo e di come potremmo diventare. Di noi che da un anno ormai viviamo in gabbia, al pari di quell’orsa. Autoprigionieri del virus che ha cambiato così profondamente la nostra vita da indurci alle domande più improbabili. Ecco, noi tutti, quando sarà raggiunta l’immunità di gregge grazie alla vaccinazione e saranno disponibili le cure con anticorpi monoclonali, come ci saremo ridotti?
La misura simbolo nata e cresciuta sotto i due governi Conte alla prova del nuovo esecutivo tecnico: un “tagliando” inevitabile ma l’ex governatore Bce ha già mostrato una chiara sensibilità per il contrasto alla povertà. La rivoluzione epocale che ha portato al Rei e al Rdc non è destinata ad arretrare
Quando (speriamo presto) la pandemia sarà conclusa, non torneremo alla condizione di prima. Staremo meglio o staremo peggio. Certo, molto dipenderà da tutti noi, dai nostri comportamenti, dalle nostre scelte, dal cuore edalla lungimiranza di chi ci governerà.
Il tema del Messaggio della Cei per la Giornata per la vita di quest'anno è “Libertà e Vita”: nessuno dei due beni può essere violato senza che l’altro ne risenta. Un messaggio coraggioso e necessario, considerando il contesto culturale per il quale la libertà è autodeterminazione assoluta e arrogante. Il tema della vita nascente è quello che consente di osservare fino a che punto arriva la corruzione della libertà invocata per impedire, con la forza della legge, la nascita di bambini “fuori programma”, oppure per volerli a tutti i costi alimentando lo “scarto globale” di esseri umani. Complice di una simile interpretazione corrotta di libertà è la menzogna che, con un linguaggio edulcorato o con la censura, nasconde la verità dell’altro diminuendone o azzerandone la dignità umana