Moni Ovadia: “Attenzione al revisionismo, scatena i peggiori istinti”

Moni Ovadia: “Ricordare oggi significa battersi per una società che non scarta nessuno, dove non c’è spazio per l’odio verso il rom e l’immigrato, dove non c’è nessuna possibilità di trattare l’altro con bullismo solo perché è 'un ciccione'. Sono venute da me ragazze in lacrime per questo discorso. Nelle scuole dico: è inutile andare a celebrare il Giorno della Memoria se poi ti comporti da schifoso oggi”

Futuro d’Europa: serve una rinnovata “energia vitale”

La Conferenza sul futuro dell'Europa, in fase di organizzazione e che dovrebbe prendere avvio il 9 maggio, può costituire un'occasione - non scontata ma necessaria - per una revisione delle politiche e delle istituzioni comunitarie. Un processo "bottom up", dal basso verso l'alto, trasparente (anche grazie ai social), per dare voce ai cittadini, che al contempo richiede una visione politica coraggiosa e di lungo periodo

Davos. Bruni (economista): “Non saranno i potenti della Terra a salvarci”

Al via da martedì a Davos la cinquantesima edizione del Forum economico mondiale. Quattro giorni di incontri, eventi, conferenze stampa sul tema scelto quest’anno: “Stakeholder per un mondo coeso e sostenibile”. Per il docente della Lumsa, “siamo entrati nella zona Cesarini del pianeta e abbiamo pochissimi minuti ancora nell’ottica dei tempi. Ma sarà una reazione del popolo a costringere le aziende e i sistemi economici a cambiare"

America Latina. Carriquiry: “Il continente sta entrando in una fase di forte effervescenza sociale”

"Decisiva, per il futuro, sarà la capacità di dialogo e di incontro, si avrà uno sviluppo solido solo in presenza di vasti accordi politici e sociali che evitino di estremizzare la polarizzazione". Ne è convinto Guzmán Carriquiry Lecour, già vicepresidente e segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina (Cal), commentando quanto sta accadendo ormai da mesi nella sua “Patria grande”. "Le proteste - conferma - hanno come cause di fondo la povertà e la diseguaglianza"

Scuola: ripartire dal buonsenso e dalla Costituzione

Nessuno oggi si preoccupa di riattivare il cosiddetto ascensore sociale, che come abbiamo potuto constatare nell’arco di quasi due secoli ha proprio nella scuola il suo propellente più importante. Ci si limita a fare il gesto dello struzzo, ovvero edulcorare i discorsi e la consapevolezza delle diseguaglianze crescenti. Che deve rimanere, per non disturbare il manovratore, un fatto statistico, e non curarsi nel concreto della vita delle nostre città e dei nostri quartieri. Salvo essere accettata come un dato fisso e inevitabile