“L’assegnazione del premio Nobel per l’economia di quest’anno ha un valore simbolico: l’Accademia ha voluto premiare tre persone per i loro contributi sviluppati nel corso degli anni da angolature diverse ma convergenti sullo stesso tema, cioè la lotta alle povertà e alle disuguaglianze sociali. È la prima volta che succede una cosa del genere”.
Nelle prossime settimane le Camere si troveranno a esaminare una serie di riforme che richiederanno in alcuni casi il complesso iter delle leggi di revisione costituzionale, in altri il procedimento previsto per le leggi ordinarie, in altri ancora le procedure per le modifiche dei Regolamenti dei due rami del Parlamento, che sono di grande rilevanza perché incidono sul funzionamento della “fabbrica delle leggi”
Tante volte ho sottolineato come il linguaggio sia performativo, cioè crei una mentalità, un pensiero, un modo di intendere la realtà e di affrontarla.
Il ritiro delle truppe dal Nord-Est della Siria è considerato un errore strategico che oltre alle conseguenze esterne ha evidenziato la profonda divisione tra la segreteria di Stato (ministero degli esteri), che considera la Turchia elemento stabilizzante della zona, e il Pentagono (ministero della difesa) che al contrario considera i curdi “compagni d’armi” nella lotta contro l’Isis
La bocciatura di Sylvie Goulard, candidata designata dalla Francia a far parte dell'esecutivo comunitario, rivela le ripicche interne alla maggioranza (semmai esista) al Parlamento. Ma dimostra anche che ci sono fratture fra leader nazionali, partiti, Stati... E i sovranisti esultano
Una sforbiciata alla “casta”. Con il via libera a larga maggioranza ottenuto nel voto della Camera dei deputati, i parlamentari italiani eletti scendono dagli attuali 945 a 600 (400 deputati e 200 senatori). La riforma costituzionale, che prima di entrare in vigore potrebbe essere sottoposta a referendum confermativo, gode di un forte consenso popolare generato da un rifiuto verso la classe politica ritenuta inefficace e autoreferenziale. Ne abbiamo parlato con il professor Baggio, dell’Istituto universitario “Sophia”
"Non sono del partito che considera la decisione della Corte europea dei diritti umani un guaio, né di quello che concederebbe benefici in qualsiasi caso", spiega Mirabelli. Per concedere benefici a detenuti, condannati per reati di mafia, secondo l'esperto, è necessario che il percorso rieducativo ci sia stato e sia stato efficace. La Cedu, ieri, ha rigettato il ricorso del governo italiano contro una sentenza del 13 giugno scorso con la quale una sezione della Corte aveva considerato ammissibile il ricorso avanzato nel dicembre 2016 dal detenuto per mafia Marcello Viola e stabilito che c'era stata una violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, secondo il quale "nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti". Ora, sostiene Mirabelli, servirebbe una legge che precisi limiti e modalità con cui può essere provata la "non più appartenenza" alla mafia della persona che chiede i benefici