Già a maggio la Rai, seguendo l’esempio di Mediaset, aveva interrotto i propri rapporti con YouTube e aveva cancellato tutti i "canali" e i video che erano stati caricati sulla piattaforma di Google. Adesso molto probabilmente dovranno cominciare ad occuparsi anche di Facebook. Il tema è spinoso e riguarda proprio il bacino generazionale del pubblico della tv di Stato, non solo i giovanissimi.
A Roma gli Stati generali dell'antimafia promossi da Libera. Chiara, Mariano, Marco e Roberto: sono loro che animano i presidi sul territorio italiano, tutti intitolati a una vittima delle mafie, perché, come diceva Borsellino, «la mafia non è una sola, ma è come un albero fatto di tanti rami secchi». Da Nord a Sud del paese, un lavoro instancabile per la legalità. Ideali forti e coraggio per interloquire con ambienti spesso sottomessi alle mafie.
Indagine Censis: oltre il 77 per cento dei genitori ritiene che i media siano pericolosi non solo per i minori ma anche per gli adulti. Mancano ancora efficaci sistemi di controllo, mentre si moltiplica l'offerta informativa.
Boom dei nuovi social network. Conclusa la migrazione dal computer al telefonino: il 93 per cento degli adolescenti si collega a internet dallo smartphone. Sempre più tempo speso a chattare. Il rapporto della Società italiana di pediatria.
Per l’Europa siamo diventati più ricchi. Ma noi non ce ne siamo accorti. È tutto merito di droga, prostituzione ed economia sommersa, entrate a pieno titolo nel calcolo del Pil per adeguarci ai criteri di Eurostat. E poi dicono che l'economia non è malata...
Il presidente dell’Authority anticorruzione, Raffaele Cantone, dal palco del Forum Ambrosetti di Cernobbio nei giorni scorsi ha chiesto a Confindustria di fare di più nella lotta alla corruzione. D'accordo gli imprenditori veneti: è tempo di cacciare le "mele marce".Sulla Difesa di domenica 14 settembre, l'opinione di Rosi Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, sull'intreccio affari-criminalità e sui casi di corruzione in Veneto. Mose compreso.
Wikipedia assolto dall'accusa di diffamazione. La decisione assunta dai giudici romani finirà per influenzare anche il principio di responsabilità di altri colossi del web come Google (e Youtube), Facebook e Twitter. Una gigantesca massa di dati e di informazioni completamente fuori controllo, mentre il giornalismo tradizionale è gravato da molte sentenze a sfavore nelle cause di diffamazione "a mezzo stampa".
L'allarme lanciato dall’Ufficio studi degli Artigiani di Mestre che ha elaborato i dati della Banca d'Italia. Boom delle denunce di riciclaggio: negli ultimi 5 anni sono cresciute del 200 per cento. Lombardia, Lazio, Campania, Veneto e Emilia Romagna le regioni più colpite.
Cresce il numero dei genitori che decidono di non condividere le foto dei propri figli. Sta crescendo una nuova consapevolezza nei confronti dei minori che, una volta cresciuti, un giorno potrebbero non gradire la diffusione di immagini relative alla propria infanzia. Un dibattito pubblico che segna una svolta su un approccio relazionale spesso troppo superficiale.