Elezioni europee: la voce dei credenti

Appello al voto e sito web promossi dall’Iniziativa dei cristiani per l’Europa: «Sì alla dimensione effettivamente europea dei programmi elettorali, no alle liste che prendono in ostaggio l’Europa per egoistici fini nazionali».

Il nostro voto, perché l’Europa non deragli

Un invito forte e deciso a votare per il rinnovo dell’europarlamento, a sostenere il “progetto europeo” fondato sui principi di solidarietà e di sussidiarietà, e al contempo, a far sentire la voce dei cristiani sulla scena continentale. Sono gli elementi essenziali che emergono dalla dichiarazione dei vescovi europei, presentata a Bruxelles dal cardinale Reinhard Marx a nome della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea.

Sirene populiste a Praga e Bratislava

Scenari politici poco rassicuranti in Slovacchia e Repubblica Ceca. Da una parte la passata oppressione dell’identità nazionale slovacca, comporta una forte apertura da parte dei cittadini nei confronti dei cosiddetti “populismi sociali ed economici”. Nel futuro ceco, invece, si profila un derby tra populismo “morbido” e populismo “oltranzista".

Germania. Il populismo non trova più spazio

Il risultato negativo nella tornata elettorale di settembre 2013 del Piratenpartei (Partito pirata) e della Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania, nuovo partito euroscettico) e il tramonto del Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Npd, Partito nazional democratico) sono altrettanti segnali inequivocabili del forte ancoraggio della Germania all'Europa.

Paesi Bassi: Geert contro tutti

Il leader olandese cavalca lo scontento popolare e scarica tutte le colpe sull'Europa "matrigna". I sondaggi più recenti lo danno al 24 per cento. Per convincere gli elettori punta sui risultati di "Nexit", uno studio sui vantaggi che deriverebbero all'Olanda in caso di uscita dall'euro. Fortissimo il suo anti-islamismo, mentre ha posizioni favorevoli nei confronti degli omosessuali.

Scozia: nazionalisti col kilt senza rinnegare l’Europa

Lo Scottish National Party, il partito dell'indipendenza, a favore degli immigrati e dell'Unione europea, vuole una "Scozia Stato", ma la gran parte degli abitanti è contraria. A loro agio con una doppia identità, britannica e scozzese, forti di un servizio sanitario pubblico e di un welfare state migliori di quelli inglesi, gli abitanti della regione più settentrionale della Gran Bretagna sembra non ne vogliano sapere di lasciare il regno di Elisabetta.