Viaggio alla tomba del vescovo Luigi Pellizzo nella sua natia chiesa parrocchiale, dove volle essere sepolto: così si configura la giornata che un gruppo di preti e laici padovani vivranno a Faedis, in provincia di Udine – giovedì 23 marzo – nel centenario delle incresciose, forzate dimissioni dalla sede episcopale padovana, retta per 16 anni con mano «energica, lungimirante e fattiva», come ricorda la storica Liliana Billanovich, che al presule friulano ha dedicato una prolungata, rigorosa ricerca, su documenti d’archivio padovani e vaticani sintetizzata nel volume Luigi Pellizzo vescovo a Padova 1907-1923 (Il Poligrafo, 2014, pp. 290).
La tradizione Don Lazzaro Lazzaroni nel 1640 fonda la “Compagnia dell’abito nero” la cui eredità è viva ancora oggi e ha donato al paese l’amore per la vecchia chiesa di Santa Maria
L’euforia nello sguardo di Magdalene è alle stelle. Essere a Roma, in Italia, per la prima volta in vita sua è già un privilegio che mai avrebbe pensato di vivere.
Anguillara ha da sempre incrociato la sua storia con quella della Veneranda Arca del Santo, proprietaria di una porzione enorme di terreni. Fino agli anni Settanta... Quando l’Arca decise di vendere la gran parte dei terreni a imprenditori lombardi, il popolo alzò la voce e avviò una lotta su vari livelli. Si puntò soprattutto a estendere il diritto di prelazione, modificando una legge nel 1965. Ciò avvenne tra 1976 e 1977
Campoverardo. Grazie all’opera del circolo Noi e di un altro gruppo di volontari sono state recuperate e restaurate altre tre antiche epigrafi. Con la loro valorizzazione, si è creato un piccolo percorso museale esterno sulla storia del paese del Veneziano
C’è Varg che ha il pelo completamente bianco, quasi candido; poi Steel che è soprattutto nero, con parte del muso e zampe bianche; Robin color agouti (è un tipo di colorazione della pelliccia in cui ogni pelo mostra due o più bande di pigmentazione e l’aspetto generale risulta grigiastro con parti bianche); Rookie è piebald, cioè a macchie scure su un manto bianco; Jegger è grigio, caratteristico dei lupi.
Debora Spolverato, classe 1974, nata nel mese di Maria, «quando il risveglio della primavera è già accesa di colori e profumi», come ama dire, è un’artista che ha sempre vissuto in mezzo ad acquerelli e colori pastello, delicati, leggeri, un po’ impalpabili.
Da Cittadella alla Cina. Nel 2009, Cristina – dopo aver vissuto infanzia e adolescenza con la famiglia in Cile, tra progetti di accoglienza, studio e vita di parrocchia – si è trasferita in una metropoli con 25 milioni di abitanti. Qui vive con alcune bambine orfane e disabili