Il pianista fuori posto. Paolo Zanarella ricorda il momento preciso – era il 2009 – quando ha deciso che avrebbe cominciato a suonare il suo pianoforte in strada, sulle vette delle Dolomiti, alle 5 di mattina in spiaggia... «Fuori dai posti convenzionali e fuori dagli schemi»
Quel nostro primo incontro fu a Siena, la bellissima Siena. Lui che aveva appena fatto il salto dal Padova, dalla C1 alla Serie A, quasi sorpreso e stupito di quel che gli stava capitando.
Nicolò Celegato ha trentatrè anni e vive a Selvazzano Dentro: da quando era piccolo coltiva una grande passione per i presepi e dal 2010 è maestro presepista. Ama molto i diorami e i colori caravaggeschi e per le sue creazioni s’ispira anche alla realtà rurale dei Colli
Nata nel 1922 come schola cantorum su impulso del parroco di allora, il vulcanico padre Ludovico Bressan, oggi ne fanno parte una quarantina di volontari che ogni domenica alle 10 animano la messa. Da cent’anni lo spirito di servizio resta al centro dell’impegno
Da Padova a Roma in bicicletta per dimostrare che nonostante limiti e fragilità fisiche si possono raggiungere traguardi importanti, come un pellegrinaggio sulle due ruote dal Veneto a Roma, nel nome di san Giovanni Paolo II e con i grandi santi compagni di strada, oltre che con i familiari e tanti amici, medici compresi, che fanno da sostenitori.
Stefano Rizzo, classe 1999 di Terrassa Padovana, è stato premiato di recente come miglior liutaio dell’anno al Guitar international rendezvous di Spilimbergo. La sua passione per la musica è sorta in patronato a Conselve e le sue prime chitarre sono nate con la pandemia
«I miei con quel loro ristorante-birreria, io lì con la bici di mia sorella, bella gialla, ce l’ho ancora, che mi divertivo. Chiportava ai miei la carne era un amico di famiglia, lui aveva corso in bici, lui così a dirmi che mi avrebbe portato “a correre”, avevo cinque anni e ho dovuto aspettare di averne sei per cominciare. Un anello attorno allo stadio di calcio, strada asfaltata, ne chiudevano metà. I miei? Subito ok anche se loro sono stati sempre più vicini al calcio, a partire da mio nonno e poi pure mio padre, come dirigenti della società di qui e mia madre che con mia zia andava pure a pulire gli spogliatoi».
Negli anni Cinquanta la ditta di Enzo e Aldo Romaro costruì tre dei ponti pedonali cittadini che servivano a unire zone della città scollegate tra loro. Una mostra d’archivio lo racconta