Venerdì 30 marzo Giulia Spinello avrebbe compiuto 26 anni, ma un tragico incidente ha reciso la sua vita a soli 21 anni nel 2013. Il racconto di Angelo e Marina e la loro storia di risurrezione.
Dalle colonne della Difesa Loredana Vido aveva lanciato un appello per trovare la famiglia di Marco Compagno, il ragazzo che le aveva cambiato la vita con le sue poesie. Ora ha avuto la possibilità di riabbracciare i genitori e il fratello nella nostra redazione.
Olio d'oliva (donato dalla parrocchia di Arquà Petrarca), essenza di palmarosa, incenso, gardenia e altre dieci essenze... Quando si "sposano", grazie a mani sapienti, nasce il crisma.
Martina Zanato, diciassettenne di Altichiero, è stata nominata alfiere della Repubblica per essersi distinta nel volontariato. Nel suo "curriculum" il turismo culturale ma anche i grest e il catechismo in parrocchia, oltre all'aiuto ai bambini stranieri per i compiti.
Vent’anni dopo – grazie a un articolo della Difesa del Popolo – l’incontro tra la mamma di Marco e la pediatra che spinta dalle poesie di un bimbo mai incontrato ha dedicato forze e impegno alla sensibilizzazione per la donazione del cordone ombelicale.
Giovanni Paparcuri è l’unico sopravvissuto all’attentato contro il magistrato Rocco Chinnici, poi ha lavorato a lungo con i magistrati del pool antimafia: oggi porta il loro esempio alle scuole e alle parrocchie.
Cent'anni fa moriva don Angelo Pelà, il fondatore del patronato Santissimo Redentore di Este, primo centro giovanile della diocesi, tra i primi del Veneto.
Don Pelà aveva un concetto di sacerdote-educatore modellato su don Bosco, che voleva arrivare a una fede cristiana impegnata nella vita e per la vita delle persone, inserendosi nella loro realtà sociale e culturale. La formazione cristiana andava quindi inquadrata all’interno di un concetto di “educazione integrale” di grande modernità che svilupperà al Redentore immaginando il patronato come coordinatore di una “comunità educante” con riferimento alle famiglie, dotato di un gruppo qualificato di animatori-educatori (chiamati “capisquadra”) per collaborare all’unico progetto educativo.
Antonio Rigon ha ricostruito nel volume Gente d'arme e uomini di chiesa il destino di due ultimi rampolli "illegittimi" della famiglia Carrarese dopo la fine della signoria padovana.
I primi di marzo di duecento anni fa il padovano Giovanni Belzoni riusciva a penetrare all'interno della seconda piramide di Giza, quella del faraone Chefren. Un trionfo che rese celebre il viaggiatore-scopritore la cui permanenza in Egitto fu però contrastata da gelosie e interessi di altri personaggi intenzionati ad accaparrarsi i reperti e i meriti.