Chiesa | Diocesi
Nei sorrisi dei giovani della parrocchia di Chiesanuova che lo scorso 18 ottobre, presso l’abbazia di Praglia, hanno vissuto il ritiro di avvio del loro percorso formativo annuale, si legge anzitutto la gioia di rivedersi, dopo le settimane di pausa che hanno seguito il camposcuola estivo. Nei loro sguardi, il bel ricordo di quei giorni trascorsi ad Assisi, insieme anche agli altri giovani della collaborazione pastorale Padova Euganea, e il desiderio vivo di ricominciare il cammino laddove si era interrotto.
«L’avvio delle attività dell’anno – spiega a questo proposito Federico Engaldini, uno degli educatori – raccoglie sicuramente alcuni dei lasciti più significativi del campo estivo: la ricchezza dell’affiatamento del gruppo, anzitutto, ma anche una maggiore consapevolezza, da parte dei giovani, del proprio essere cristiani e l’aspirazione a vivere una fede che guardi all’essenziale, sulle orme di Francesco».
È infatti con il desiderio di continuare a condividere un cammino di spiritualità che i giovani continueranno a darsi appuntamento, una domenica sera al mese, in centro parrocchiale, consapevoli di potersi così ricavare un tempo per interrogarsi su se stessi e sulle proprie scelte di vita, in uno spazio di dialogo sempre aperto e accogliente.
«Partecipare agli incontri – racconta Riccardo Saccon, un giovane del gruppo – mi aiuta a fare discernimento e a scegliere chi voglio essere. E già il ritiro all’abbazia di Praglia è stato un primo passo in questa direzione, prima grazie all’ascolto delle parole di padre Sandro Carota, e poi prendendoci del tempo individuale e in piccoli gruppi per riflettere su quali impegni siamo disponibili ad assumerci, quest’anno, come persone e come educatori. Sono momenti profondi, ricchi di opportunità di riflessione e significativi per le possibilità di condivisione che offrono».
E contemporaneamente al loro, proseguono anche i cammini dei gruppi delle parrocchie limitrofe, con cui i giovani hanno condiviso il campo estivo e che presto rincontreranno in occasione di alcuni eventi diocesani, come la prossima Veglia dei giovani del 16 novembre. «Rincontrarsi, durante il percorso – conclude Engaldini – è prezioso perché permette di ri-conoscersi nella folla, riportando alla mente quanto vissuto nelle intense giornate estive di camposcuola.
Ha un grande valore, per un giovane, sapere che a pochi chilometri da casa propria ci sono altri giovani in cammino, che portano nel cuore le stesse domande di senso e di vita.
E noi educatori siamo chiamati a sostenerli nel coltivare uno sguardo in grado di leggere proprio nella loro quotidianità la vicinanza del Signore».