Idee
La prima edizione della Padova Climate Action Week (dall’11 al 19 aprile) “rischia” di passare alla storia per due motivi opposti: mai in città si erano registrate così tante occasioni di incontro, discussione e approfondimento intorno alle questioni climatiche – una sessantina quelle in agenda – e in pochi casi nella storia si era percepita come ora l’urgenza di cambiare rotta, invertire la marcia, insomma, fare qualcosa per superare la crisi che non è più “solo” climatica ma anche energetica.
«L’ispirazione è alle settimane che si svolgono a Londra e New York da tanti anni – spiega Daniele Pernigotti, amministratore delegato di Aequilibria Srl-Sb e promotore dell’iniziativa – ma soprattutto in questo momento, che è contrassegnato dall’oscurantismo a livello politico internazionale quanto dalla tentazione, a livello italiano, di fare qualche passo indietro, ci è venuta voglia di muoverci. Non possiamo permetterci il lusso di stare fermi, anzi, dobbiamo mettere insieme le forze positive che ci sono in città».
E la risposta della città è stata positiva: una cinquantina di partner tra associazioni, enti e anche una banca si sono dati da fare per organizzare e ospitare eventi nelle loro sedi, rinnovando quell’entusiasmo che in buona parte del tessuto sociale cittadino si era percepito al lancio della sfida di Padova 2030 e della cosiddetta Net Zero City Mission.
«Ho ambizioni molto alte – chiosa Pernigotti – Per me questo è un seme che sta germogliando a Padova, dove c’è anche un substrato rappresentato da Padova 2030. Un progetto che è molto più che impegnativo. Se tutto andrà come abbiamo in mente, la ricaduta di ciò che stiamo facendo a Padova sarà di livello nazionale: un’onda che parte dalla nostra città contro l’inazionismo, come lo chiamo io, perché dopo il negazionismo di quanti si dicevano convinti che il cambiamento climatico non esistesse, ora abbiamo anche chi non vuole fare niente e, anzi, vuole tenere bloccato il cambiamento». Non si tratta di impotenza o rassegnazione, quanto piuttosto di un’autentica ritrosia al cambiamento, un cedere alla rassicurante convinzione che, in fondo, abbiamo sempre fatto così. Anche quando non è vero, perché poco o nulla di ciò che ci circonda, persino delle nostre abitudini quotidiane, è rimasto immutato nel tempo.
La settimana perciò ci costringe ad alzare lo sguardo e a guardarci intorno: con gli occhi della scienza, con le visioni della politica ma anche con gli occhi dell’arte. Dal MoMart di piazza Capitaniato al concerto di Erica Boschiero nel chiostro della basilica del Santo, fino alla proiezione del docufilm La lettera organizzata da Beati costruttori di pace, passando per i workshop sulla biodiversità e gli impollinatori, il programma è ricco di appuntamenti aperti davvero a tutte e a tutti.
«C’è anche una Climate Week a Venezia, ed è bellissimo – continua Daniele Pernigotti – e sarebbe ancora meglio ce ne fossero altre cento in Italia. Noi vogliamo creare relazioni, mettere in collegamento soggetti che tra di loro hanno voglia di collaborare, condividere esperienze e lavorare assieme perché ci credono».
Non una festa dei buoni sentimenti o un rito auto-assolutorio da opporre al disfattismo, nella convinzione molto veneta che un alto e un basso, alla fine dei conti, “fa un guaivo” (una via di mezzo), ma una vera e propria chiamata all’azione e alla partecipazione.
«C’è entusiasmo, ma la città non si è ancora accorta di ciò che sta per succedere – conclude Pernigotti – Se ne accorgerà nel corso della settimana. Siamo partiti da zero solo pochi mesi fa e ora l’ambizione è di arrivare a settanta eventi, un risultato che già oggi è incredibile. Registriamo un forte interesse per le tematiche in discussione, ma sono convinto che la consapevolezza del valore del seme che è stato piantato si inizierà a vedere concretamente dalla seconda edizione».
Come ogni kermesse che si rispetti, insomma, l’ambizione di guardare all’edizione successiva inizia già dalla vigilia di quella che sta per cominciare.
Nel 2022, Padova è stata inserita tra le cento città europee selezionate dalla Missione Ue per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Il percorso “Padova 2030” punta ad azzerare le emissioni nette agendo su energia, mobilità, edifici e consumi, riducendo CO₂ e compensando le quote residue. Centrale è il Climate City Contract, approvato nel 2024, che definisce obiettivi, tempi e investimenti, coinvolgendo istituzioni, imprese e cittadini attraverso differenti Accordi per il clima.
Tra le azioni intraprese o che verranno intraprese nei prossimi anni troviamo la diffusione di energia rinnovabile, efficienza energetica e partecipazione attiva del territorio, con monitoraggi e campagne per accelerare la transizione e rendere la città più sostenibile.