Chiesa
È stata la sala teatro della parrocchia del Torresino ad accogliere, nel pomeriggio del 14 marzo scorso, l’assemblea diocesana dei soci dell’Azione cattolica di Padova, dal titolo “Note di svolta”. Al centro delle riflessioni e dei momenti formativi proposti, il tema del cambiamento, in sintonia con il periodo di sensibili trasformazioni che l’associazione diocesana sta vivendo, legati soprattutto alla sua riorganizzazione post-sinodale.
«Incentrare la nostra assemblea sul motivo del cambiamento – spiega Anna Marinaro, responsabile diocesana della formazione – aveva l’obiettivo di aiutarci ad affrontare positivamente quanto stiamo vivendo. La scelta di camminare accanto alla nostra Chiesa di Padova ci deve portare, infatti, ad abbracciarne con speranza le novità e ad accoglierne con fiducia i cambiamenti, nonostante le iniziali preoccupazioni che si possano generare».
Ad aprire il momento assembleare, la benedizione, da parte del vescovo Claudio, della nuova sede dell’associazione, ora situata nel complesso dell’istituto Barbarigo, in via del Seminario 5/A. Alle parole di mons. Cipolla, che ha condiviso con i partecipanti alcuni spunti legati a un significativo
cambiamento vissuto in prima persona, il passaggio da parroco a vescovo, sono seguite alcune riflessioni in musica de LaMalabarista, band folk padovana, e le considerazioni
di don Andrea Toniolo, docente della Facoltà teologica del Triveneto, e di Silvia Marin, membro dell’équipe nazionale del settore giovani di Ac. L’invito che gli ospiti hanno rivolto all’associazione è di cercare di sfruttare al meglio queste occasioni di cambiamento per far emergere ciò che davvero è essenziale, in ascolto delle necessità attuali del popolo di Dio.
In conclusione dell’assemblea ha preso la parola Marco Cavinato, il presidente diocesano, che ha illustrato il cammino di riorganizzazione fin qui compiuto dall’Azione cattolica di Padova, che nei prossimi mesi dismetterà la strutturazione in vicariati per adottarne una basata sulle collaborazioni pastorali e modificherà l’assetto del proprio consiglio diocesano. «La nuova organizzazione dell’Ac è stata il frutto di ragionamenti maturati nel corso degli ultimi anni, nei quali ci siamo interrogati a lungo su quale direzione prendere. Sono perciò contento che l’assemblea sia potuta essere un’occasione preziosa per rileggere quanto vissuto e per comprendere che cosa stiano muovendo, nei nostri cuori e nelle nostre menti, le trasformazioni che stiamo affrontando».