Chiesa
L’8 x mille diventa accoglienza, dignità e futuro nel cuore di Padova. Accade in una casa di accoglienza della Caritas diocesana, ospitata nella canonica della parrocchia del Carmine dove, grazie ai fondi dell’8 x mille alla Chiesa cattolica raccolti da Caritas italiana, è stato possibile realizzare un intervento di riqualificazione senza interrompere, nemmeno per un giorno, il servizio di accoglienza.
Un esempio concreto di come prendersi cura di un luogo che ospita e accoglie significhi migliorare gli spazi e con essi la qualità della vita delle persone che lo abitano. Ogni intervento che rende una casa più sicura, calda e funzionale diventa infatti un gesto concreto di attenzione e vicinanza verso chi vive situazioni di fragilità.
Nella struttura risiedono oggi dieci persone, distribuite in due appartamenti. Al primo piano trovano accoglienza cinque giovani, tra cui ragazzi neomaggiorenni usciti da percorsi temporanei come i Centri di accoglienza straordinaria; al secondo piano abitano cinque persone senza fissa dimora. Per tutti loro questa casa rappresenta molto più di un tetto: è un luogo di stabilità, protezione e ripartenza.
I lavori hanno riguardato la sostituzione del portone d’ingresso e degli infissi deteriorati, la sistemazione delle porte interne e l’installazione di due caldaie a condensazione di ultima generazione, in grado di garantire maggiore efficienza energetica e comfort abitativo.
Il valore più profondo del progetto, però, sta nella scelta di mantenere sempre attiva l’accoglienza durante il cantiere, evitando di aggiungere ulteriore precarietà a persone già fragili. «Quando si ristruttura una casa per chi è in difficoltà, non si mettono solo infissi nuovi o caldaie più efficienti. Si manda un messaggio chiaro: non sei solo, e il tuo spazio merita cura», sottolinea Sara Ferrari, vice-responsabile della Caritas diocesana di Padova e referente per la promozione umana.
Fondamentale è stata la collaborazione tra Cooperativa R, Associazione Adam e parrocchia del Carmine, partner del progetto, che hanno contribuito a rafforzare una rete territoriale capace di trasformare un intervento edilizio in un concreto percorso di inclusione sociale.
Un’esperienza che riporta al centro il tema sempre più urgente dell’emergenza abitativa e del diritto a un’abitazione dignitosa. «Il “problema casa” oggi non riguarda più soltanto le persone senza dimora o le situazioni di estrema marginalità: sta diventando una difficoltà sempre più diffusa anche per lavoratori, giovani e famiglie con redditi ordinari» prosegue Ferrari la cui analisi fotografa una situazione abitativa sempre più complessa e fragile.
Secondo Caritas, alla base dell’emergenza ci sono diversi fattori: l’aumento costante dei canoni di affitto, il difficile accesso al mercato privato, la scarsità di edilizia residenziale pubblica realmente disponibile e una crescente precarietà socioeconomica. «Sempre più persone faticano a trovare una casa dignitosa a costi sostenibili. E questo non riguarda più solo le fasce tradizionalmente vulnerabili. A rendere ancora più difficile l’accesso all’abitare contribuiscono anche atteggiamenti discriminatori da parte di alcuni proprietari, spesso diffidenti verso cittadini stranieri, famiglie numerose o nuclei monoparentali. Mancano strumenti di mediazione e garanzia pubblica che aiutino a costruire fiducia tra inquilini e proprietari».
Nel frattempo, nelle grandi città cresce il fenomeno degli affitti brevi, che riduce ulteriormente il numero di abitazioni disponibili per i residenti e spinge verso l’alto i prezzi. A farne le spese sono soprattutto i working poor, persone che, pur avendo un lavoro, non riescono più a sostenere i costi abitativi.
Possono sostenere la Chiesa cattolica con l’8 x mille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato l’Irpef dal quale viene prelevato l’8 x mille. Per tutti i dettagli su come mettere la propria firma sul 730, sul modello Redditi e sulla Certificazione unica (CU): 8xmille.it/come-firmare/