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Csv Padova & Rovigo. L’impatto sociale, come raccontarsi?
Nelle organizzazioni cresce il desiderio di far conoscere quanto viene realizzato e la propria funzione nel territorio
FattiNelle organizzazioni cresce il desiderio di far conoscere quanto viene realizzato e la propria funzione nel territorio
La valutazione dell’impatto sociale sta assumendo sempre più importanza per gli enti del Terzo settore sia come adempimento legislativo voluto dalla riforma, sia come supporto ai processi di rendicontazione e trasparenza nei confronti degli enti finanziatori esterni. Non solo però. Cresce, infatti, il desiderio di far conoscere quanto viene realizzato, di raccontarsi e comunicare sia i risultati raggiunti, sia i propri effetti sul territorio, il proprio valore e la propria funzione sociale. I ricercatori affermano: «Questo approccio alla valutazione dà un nuovo significato al processo valutativo, che diventa un riconoscimento del valore generato dalle proprie attività: in tal senso, “valutare” significa “attribuire valore” e non meramente “misurare e giudicare”». Importante è allora il come si valuta, quali aspetti si considerano per stabilire “il valore” dell’organizzazione di volontariato. Le dimensioni che compongono il valore sociale aggiunto sono cinque: il senso di comunità, l’influenza nell’organizzazione, la formazione e il benessere, la qualità delle relazioni interne, l’identificazione con l’organizzazione.
Il questionario è stato sottoposto a membri del direttivo, volontari, personale retribuito ed è emerso che i membri del consiglio direttivo hanno una maggiore percezione di valore sociale aggiunto generato mentre i volontari e il personale retribuito hanno una percezione leggermente inferiore del valore sociale aggiunto generato. Il senso di comunità è una delle dimensioni maggiormente rilevanti nella definizione del valore sociale aggiunto. In una scala da 1 a 5 la media del senso di comunità percepito è di 4,15, ma è la dimensione dell’influenza che l’organizzazione ha sulla comunità quella maggiormente riconosciuta e maggiormente percepita come rilevante e quindi si riconosce che la propria organizzazione è capace di produrre i cambiamenti desiderati nella propria comunità. L’aspetto con meno consapevolezza e con maggiore diversità nelle risposte è il percepire l’organizzazione come mediatore, come ponte per conoscere altre organizzazioni o nuove persone al di fuori della propria organizzazione. Su questo aspetto è forte la differenza nella percezione della propria organizzazione come “ponte” o come “porta” per conoscere altre realtà in base al ruolo ricoperto: i membri del consiglio direttivo percepiscono di avere maggiori possibilità rispetto a quanto percepito dai volontari o dal personale retribuito. I partecipanti al questionario sono invece molto soddisfatti del ruolo ricoperto nella propria organizzazione e della qualità delle relazioni interpersonali all’interno dell’organizzazione: «Guardando alla dimensione in maniera complessiva, la “qualità delle relazioni interne” nelle organizzazioni di volontariato è un aspetto vissuto positivamente dalla maggior parte dei rispondenti ed è una delle maggiori fonti di valore sociale aggiunto» si legge nella ricerca.
Lo scorso 26 ottobre, il Csv di Padova e Rovigo ha pubblicato il rapporto annuale sul volontariato locale. Nel 2022, nella provincia di Padova c’erano 7.187 associazioni rispetto alle 6.570 del 2020. Nel Rodigino, invece, 1.632 gruppi associativi registrati nel 2022, erano 1.457 due anni prima. Sommando le province, emerge che la vocazione cultura e ambiente è lo spirito del 35,7 per cento delle associazioni, segue il sociale con il 22,1 per cento e lo sport con il 15,7 per cento.