Chiesa | Diocesi
Un bilancio dove i numeri rappresentano persone, relazioni, ascolto e speranza. Il bilancio sociale delle Cucine economiche popolari restituisce una realtà in costante evoluzione, in grado di sviluppare sempre nuove iniziative e di ampliare la rete delle collaborazioni sul territorio. «Le Cep – sottolinea nella presentazione il presidente della Fondazione Nervo Pasini don Luca Facco – non sono solo un servizio: sono un luogo in cui la carità prende forma concreta, giorno dopo giorno. Queste pagine vogliono restituire tutto questo: accoglienza e lavoro, volontariato e organizzazione, fragilità e speranza».
Il testo, coordinato dal referente della comunicazione Luca Marabese con Federica Pellicanò, studentessa del terzo anno del dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Padova, è diviso in nove capitoli. Il primo è dedicato all’identità delle Cucine, con i valori che le caratterizzano – comunità, relazione, inclusione, accoglienza, dignità – e la loro storia, parte della storia stessa della città di Padova e della vita della sua Chiesa. «Questa appartenenza si esprime innanzitutto attraverso il sostegno della Diocesi, che ogni anno contribuisce al funzionamento delle Cep anche grazie ai fondi dell’8 x mille alla Chiesa cattolica con un apporto pari a 240 mila euro». Il documento descrive quindi la struttura, con gli organi di governo e l’amministrazione, gli indirizzi strategici e gli stakeholder.
Ed ecco i numeri, relativi ai servizi erogati dalle Cucine e al contesto di marginalità nel quale si inseriscono. Nel 2025 sono state accolte 3.624 persone, il 2,4 per cento in più rispetto all’anno prima, appartenenti a 93 diverse nazionalità. La più rappresentata è il Marocco (615), seguita dalla Nigeria (403) e quindi dall’Italia, che rappresenta il 10,7 per cento dei beneficiari, pari a 387 persone. La maggioranza degli utenti (il 79,2 per cento) è composta da uomini. Il 72 per cento dei beneficiari è disoccupato, l’1,5 in più rispetto all’anno precedente. In aumento (del più 3,5 per cento) anche i senza fissa dimora, pari al 59,6 per cento dell’utenza.
I servizi sono suddivisi in quattro aree: la mensa, l’attività storica delle Cep, che nel 2025 ha distribuito 83.814 pasti; il servizio sanitario, che ha registrato 2.738 prestazioni (in crescita rispetto al 2024) in collaborazione con l’Ulss 6 Euganea e la rete degli ambulatori ETS; l’igiene personale, che comprende docce, lavaggio indumenti e distribuzione di vestiario e coperte; e il servizio di ascolto e orientamento, che attraverso i colloqui indirizza le persone alle risorse del territorio.
Ampio spazio è dedicato alle attività educative, con 58 studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro, trenta laboratori per le primarie, dieci tirocini universitari e attività di sensibilizzazione nelle scuole. E poi… la proposta “Vieni e vedi”, i percorsi di catechesi, i pranzi o le cene sospese e il volontariato formativo d’impresa. Tutto questo reso possibile dall’impegno coordinato di cinque suore elisabettine, quindici dipendenti e 216 volontari.
«Il primo passo è vedere la persona con uno sguardo diverso, prendersi a cuore il suo destino e metterla al centro» sottolinea suor Albina Zandonà, responsabile delle Cucine.
Il bilancio approfondisce quindi l’attività di comunicazione e raccolta fondi, la situazione economico-finanziaria e l’impatto ambientale e sociale. Il 2025 è stato un anno importante, perché le Cucine sono state luogo giubilare ed è stato avviato il processo diocesano di beatificazione e canonizzazione di mons. Giovanni Nervo. E nel futuro ci sono le Nuove Cep, di cui è stato appena concluso il primo stralcio, la stazione di posta nell’ex canonica del Tempio antoniano della Pace.
Possono sostenere la Chiesa cattolica con l’8 x mille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama Irpef, dalla quale viene prelevato l’8 x mille. Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi – 730, modello Redditi, modello CU – e alcune persone non sono obbligate a farlo, ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8 x mille.
Per tutti i dettagli su come firmare, si può visitare il sito: 8xmille.it/come-firmare/