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Da Correzzola a… Viaggio nei territori dei benedettini
La grande corte di Correzzola è il simbolico punto di partenza per un itinerario nei territori strappati alle acque dalle bonifiche dei monaci
MosaicoLa grande corte di Correzzola è il simbolico punto di partenza per un itinerario nei territori strappati alle acque dalle bonifiche dei monaci
Pur essendo una città dell’entroterra, Padova ha sempre guardato con grande attenzione verso oriente e il mare Adriatico: non è forse un caso che la leggenda faccia risalire la sua fondazione ad Antenore, che vi sarebbe giunto in fuga da Troia risalendo dalla laguna. La storia racconta poi delle guerre del Sale tra veneziani e padovani per il predominio sulle saline e l’altra guerra, quella per strappare terreni e campagne alle acque. Il terzo itinerario che proponiamo parte quindi dal confine est della Diocesi padovana, e in particolare da Correzzola, luogo simbolico per la magnificenza della corte benedettina che vi aveva sede e per le bonifiche promosse dai monaci. I quali nel 1129 acquistarono dei terreni a Concadalbero: è la data cui si può far risalire la rinascita di queste lande, fino allora desolate e paludose. La grande corte, da cui ne dipendevano molte altre sparse nel territorio, non era un convento ma una sorta di imponente fattoria che amministrava i poderi. È ancora esistente: sorge sulle sponde del Bacchiglione, il canale privilegiato per il trasporto delle derrate verso Padova e Chioggia. Lo spettacolare edificio della Vanezza Grande, costruito nel 1570 come stalla per il bestiame, ha la facciata scandita da quindici scenografici archi; completano il complesso la foresteria e altri edifici, oggi sede di un albergo e servizi comunali. La vicina chiesa di San Leonardo, con il bel portico, conserva un antico affresco.
Da Correzzola si può raggiungere agevolmente Piove di Sacco, centro del territorio della Saccisica (www.saccisica.it), con il Duomo di San Martino che conserva dipinti del Tiepolo, la torre medievale e il santuario della Madonna delle Grazie. Il nostro percorso prevede però di viaggiare verso oriente: il territorio offre altre perle artistiche e soprattutto naturalistiche, e manufatti idraulici, fino al superamento del lungo ponte lagunare che permette di raggiungere Chioggia e i lidi adriatici di Sottomarina e Rosolina. Prima tappa potrebbe essere Codevigo, con la parrocchiale di San Zaccaria che contiene un altare ascritto al Falconetto, amico di Alvise Cornaro che qui era di casa, che ne avrebbe disegnato pure la facciata. Scendendo il Brenta si arriva a Santa Margherita, dove si trova lo storico impianto idrovoro in funzione dal 1890: oggi è in grado di sollevare 13.500 litri d’acqua al secondo. È sede del Museo della Bonifica. Poco lontano, a sud, si accede all’area umida di Ca’ di mezzo, importante bacino idrico di trenta ettari nato per la fitodepurazione delle acque che affluiscono in laguna, divenuto sito naturalistico che ospita numerose specie di uccelli. A nord, invece, tramite il passo della Fogolana si raggiunge valle Millecampi, 1.608 ettari di laguna in uno spettacolare paesaggio di canali, ghebi e barene. Punto visita è il casone delle Sacche, mentre i quattro moderni casoni della Fogolana sono un centro didattico, ricreativo e ricettivo. Non lontano si trova la “Boschettona”: è l’unica spiaggia padovana, affacciata sulla laguna (di cui raccontiamo la storia alle pagine 20-21).
Quella di Correzzola è l’esempio più significativo delle grandi corti monacali, vere aziende agricole dipendenti da abbazie anche lontane. Un’altra corte importante è a Legnaro (ora sede di Veneto Agricoltura), sempre dipendente da Santa Giustina: anch’essa con un porto fluviale. Le dimore contadine erano i “casoni” in terra e paglia: ne esistono due a Piove di Sacco sulla strada per Corte, e uno ad Arzergrande.
• Corte benedettina di Correzzola• Piove di Sacco• Codevigo e il Falconetto• Idrovora di Santa Margherita• Valle Millecampi e casone delle Sacche• La “Boschettona”• Chioggia• Duomo e museo d’arte sacra• Museo di zoologia adriatica• Sottomarina• Giardino botanico di Porto Caleri