Idee
“Il cielo d’Irlanda si muove con te, Il cielo d’Irlanda è dentro di te”: così si concludeva una canzone italiana degli anni ’90. Non tutto era limpido e sereno: nel cielo nella parte settentrionale dell’isola verde si specchiavano i colori cupi di una tragedia iniziata alla fine degli anni ’60 e conclusa con l’accordo del Venerdì Santo del 1998. Uno scontro fratricida che anche con il ricorso ad azioni terroristiche aveva insanguinato una terra contesa.
Pagine dolorose scritte da protestanti e cattolici. Separati nella stessa città da un filo spinato teso da chi trasformava il diverso con cui confrontarsi nel nemico da abbattere. Pagine chiuse dopo ventotto anni di tragedie ma che si sono aperte in altri Paesi..
Oggi nell’Irlanda del Nord tornano manifestazioni separatiste: risponde la speranza che le luci del dialogo prevalgano sulle ombre dello scontro.
C’è un un passato che seppur lontano viene in aiuto. Dall’Irlanda erano partiti monaci, tra i quali san Colombano e san Gallo, che nel continente europeo avevano ravvivato il tessuto cristiano con la preghiera, lo studio, il lavoro. Attorno a una straordinaria rete di abbazie si era formata l’Europa delle persone e dei popoli, della pace e della solidarietà. I monaci irlandesi furono protagonisti di un movimento spirituale, culturale ed economico che tra il VI e il IX secolo indicò la strada maestra dell’unità nella diversità.
Un’altra immagine è recente: i testi della prossima “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” (18-25 gennaio 2027) dal titolo “Non temere piccolo gregge” sono stati preparati da un gruppo irlandese composto da cattolici e protestanti.
Scrivono gli autori: “Insieme le Chiese si impegnano a prendere ferma posizione contro la violenza a sfondo razziale e ad operare per raggiungere l’obiettivo della riconciliazione”. Aggiungono, riferendosi ai molteplici impegni comuni: “Queste iniziative non mirano semplicemente a evitare gli errori del passato ma a incarnare l’amore riconciliatore di Cristo in un mondo diviso”.
A nessuno, neppure a chi si dichiara non credente, può sfuggire che il dialogo tra i cristiani è una luce sulla strada della la pace. E’ allora incoraggiante vedere nell’Irlanda il luogo in cui questo dialogo, a volte in crisi, viene rilanciato in tutto il mondo.
Un’ultima immagine viene da un bambino che guardava il cielo: i piccoli sono maestri nel sorprendere i grandi con le loro parole.
Romano Battaglia, aveva raccolto nel libro “Lettere dal domani” gli scritti di bambine e bambini di tutto il mondo. Nella pagina dedicata a un bimbo di sei anni di Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, si legge:
“Ieri un cacciatore ha sparato a una rondine che volava allegra nel cielo . La rondine ha lanciato un grido e poi è caduta sul tetto della mia casa. Ora di notte la rondine piange e io penso che pianga per tutti gli uomini cattivi”-
Ritorna il cielo di Irlanda che “si muove con te”, che “è dentro di me”, un cielo dove una rondine viene uccisa da un uomo armato, dove la caduta sul tetto è il colpo al cuore di fronte alla morte dell’innocente, dove il pianto notturno della rondine diventa domanda: “Fino a quando ci saranno uomini cattivi”?
Domanda di un bimbo che guardava il cielo d’Irlanda, domanda di bambini che guardano altri cieli dove a volare non sono più le rondini.