Fatti
Una storia antica. Anzi, due. Il sindaco: «Nella Padova Urbs Picta dell’Unesco c’è pure un pezzo di Due Carrare, proprio perché i Carraresi arrivarono nella città di Antenore partendo da questa nostra terra»
«Un Comune giovane, ma con una storia antica»: definisce così Due Carrare, novemila abitanti circa, incastonato tra il comprensorio dei colli Euganei, il Monselicense e il Conselvano, il sindaco Davide Moro, che si appresta a concludere il suo secondo mandato. Se infatti l’attuale Comune è recente, le sue radici affondano in un passato antico e prestigioso. Nasce nel 1995 dalla fusione di Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano, un’unione suggellata simbolicamente dall’artista Alessandra Urso che ha realizzato la statua posta nel cuore del paese. Sono rappresentate due donne sedute su una sfera decorata con un castello e una chiesa e che testimoniano la presenza di una nobile famiglia che dal decimo al quindicesimo secolo ha segnato la storia di Padova e di gran parte del Veneto: i da Carrara o Carraresi. A partire dal dodicesimo secolo la famiglia si stabilì a Padova, diventando una potente signoria. «In Padova Urbs Picta, patrimonio Unesco dal 2021, c’è pure un pezzo di Due Carrare, proprio perché i Carraresi arrivarono nella città di Antenore partendo da questa nostra terra». Non solo i Carraresi, perché il complesso abbaziale di Carrara Santo Stefano, con la pregevole chiesa romanica è pure testimone di una storia antica. Villa Priuli, invece, nota anche come villa Soranzo-Talpo-Petrobelli, nel centro di Carrara San Giorgio, racconta una storia legata all’agricoltura: «È il palazzo forse più importante di Due Carrare e a breve verrà acquisito dal patrimonio comunale e quindi fruibile da tutta la comunità». Poco più avanti, invece, la località di Pontemanco, fino al dopoguerra con i suoi mulini che macinavano il grano che veniva prodotto nelle campagne e la meravigliosa chiesetta affrescata che contribuisce a farne un borgo davvero particolare. «Se vi aggiungiamo il Castello di San Pelagio e il Museo dell’aria e dello spazio, credo che davvero Due Carrare possa ambire a essere una meta per i turisti che affollano il complesso termale». Il primo cittadino, in carica dal 2015, prosegue: «Possiamo ben dire di essere un paese policentrico, con le due frazioni di Terradura e Cornegliana, una Pro loco che svolge il suo prezioso servizio per tutte le comunità». Due Carrare è ancora un territorio a vocazione agricola: «Qui si trovano coltivazioni di pregio, dal radicchio agli asparagi, fino all’uva, siamo uno dei Comuni della Docg Bagnoli, che tutela il vitigno autoctono del Friularo. La presenza di cantine storiche, ma anche di recente avvio, ci ha dato lo spunto per la manifestazione “Un sorso di libri”, che mette insieme la presentazione di pubblicazioni unite a vini di qualità». La cultura è uno dei punti qualificanti dell’attività del sindaco Moro, che tra qualche settimana inaugurerà la nuova e moderna biblioteca a Santo Stefano: «All’interno troveranno posto un’aula studio accessibile praticamente sempre e un’aula musica insonorizzata». La posizione di Due Carrare in prossimità della strada Adriatica e del casello di Terme Euganee dell’A13, hanno fatto sì che vi siano molte coppie giovani: «Il problema della denatalità è attutito dalle nuove famiglie arrivate, tant’è vero che abbiamo tre scuole dell’infanzia tutte parrocchiali, alle quali viene destinato un contributo dal Comune, oltre a tre primarie e una secondaria. Purtroppo ultimamente sono venuti a mancare i servizi per l’età evolutiva dell’Ulss per sostenere le famiglie con fragilità».
I parroci: «La nuova collaborazione pastorale ci invita ad aprirci, ma con la precedente unità pastorale le parrocchie sono già abituate a lavorare e camminare insieme»
«Irrobustire il senso di appartenenza alla comunità, che oggi non è solo quella cristiana, ma deve aprirsi a quella civile, lavorando per uno stesso scopo con le istituzioni: il bene comune». È un tono appassionato quello di don Bruno Piccolo, parroco di Carrara San Giorgio e Terradura, già moderatore dell’up Due Carrare dal 2019, che comprendeva anche Carrara Santo Stefano e Cornegliana, ora autonome e affidate invece alla cura di don Francesco Greco. Due Carrare ha visto un’espansione edilizia importante negli ultimi 25 anni, con l’arrivo di numerose giovani famiglie provenienti da Padova e zone limitrofe, anche per la posizione strategica del paese. «Come Chiesa oggi ci rivolgiamo a tutti, affinché l’aggregato umano diventi comunità di persone – precisa don Piccolo – La nuova collaborazione pastorale di cui facciamo parte è “8 Terre d’incontro”, con Maserà, Bertipaglia, Casalserugo e Ronchi, che da un lato ci invita ad aprirci verso le altre comunità, dall’altro supera l’esperienza che qui si è vissuta per 15 anni con l’unità pastorale, che peraltro lascia un’eredità importante fatta di collaborazione tra parrocchie, che ora riprendono da un lato la loro individualità, ma per molti versi sono già abituate a lavorare e camminare insieme».
Nella parrocchia di Terradura continua a risiedere don Giuseppe Cherubin, 88 anni, che l’ha guidata dal 1987 al 2017, ma la responsabilità è ora in capo a don Bruno. Anche don Francesco Greco, parroco di Carrara Santo Stefano e Cornegliana, conviene sul punto: «La nuova geografia pastorale definita dal Sinodo diocesano non cancella la storia passata, ma la completa e la adatta a un contesto che è mutato rapidamente in questi anni». Collabora con le quattro parrocchie di Due Carrare don Livio Tonello, docente alla Facoltà teologica del Triveneto, insieme al diacono Gianantonio Fortin. La catechesi viene vissuta nelle quattro comunità parrocchiali, ma vi è un coordinamento unico, così come per la Caritas. «La veglia pasquale del Sabato Santo resta unica per le quattro parrocchie, è un bel momento di incontro delle diverse comunità di Due Carrare», evidenzia don Greco.
Le parrocchie collaborano anche per la realizzazione del grest e anche per i campiscuola proposti a bambini delle elementari e ragazzi e giovani di medie e superiori. Le tre scuole dell’infanzia sono parrocchiali e si propongono anche con il nido a Carrara Santo Stefano. Se l’Azione cattolica da qualche tempo non ha una stabile organizzazione, sono molto attivi gli scout Agesci Due Carrare 1, che hanno la loro sede a Cornegliana: «Contano 120 iscritti, alcuni dei quali provengono anche dai paesi vicini, mentre la comunità capi è quasi tutta locale, sono sicuramente un presenza vitale in paese», sottolinea ancora don Francesco.
Quattro e tutti attivi i circoli Noi che creano aggregazione per le famiglie con bambini piccoli, tanto che organizzano anche un’esperienza estiva loro dedicata. Una buona partecipazione di volontari la registrano anche le sagre parrocchiali: quella di Santo Stefano si svolge tra la fine di luglio e i primi di agosto e vede la partecipazione di 150 volontari, a Cornegliana la cui chiesa è intitolata a san Biagio la sagra si tiene la prima settimana di luglio, mentre a San Giorgio la festa patronale è a maggio e a Terradura tra la fine di agosto e i primi di settembre si svolge la Sagra della Madonna del Rosario. Ben curate le liturgie nelle quattro parrocchie dove c’è anche la presenza di cori e di animatori liturgici per le celebrazioni domenicali.