Fatti
Al centro della riqualificazione. Il sindaco: «Un fiore all’occhiello del nostro Comune è senz’altro il Centro anziani. A breve il centro abitato subirà un restyling. Trasporto pubblico? Vogliamo essere inclusi nel tram»
Comune a sud della città che si incontra subito dopo quello di Albignasego, Maserà di Padova vanta origini lontane, tanto che il suo nome sembra derivare dal latino maceria o maceries, che starebbe a indicare cumuli di pietre, forse legati a resti di insediamenti romani. Nel territorio risiedono poco più di novemila abitanti, di cui tremila nella frazione Bertipaglia, situata più a est lungo via Roma, delimitata da una linea immaginaria che si identifica con lo scolo e con il cimitero cittadino. A Maserà si vive bene poiché, pur mantenendo una dimensione di paese, i servizi sono buoni e gli abitanti beneficiano, oltre che della vicinanza con Padova, anche della prossimità con altri centri come Due Carrare, Abano Terme, Cartura e Casalserugo.
«Un fiore all’occhiello del nostro Comune è senz’altro il Centro anziani, situato presso la Casa delle associazioni – sottolinea il sindaco, Gabriele Volponi, in carica dal 2017 – Nella struttura, a cui sono iscritti ben cinquecento anziani, si tengono diverse attività di intrattenimento, come il gioco delle carte, il cucito, il ballo; periodicamente si organizzano delle feste e i frequentatori della struttura supportano il Comune nella preparazione e partecipazione delle giornate del 25 aprile e del 4 novembre». Nella cittadina, inoltre, è presente una moderna casa di riposo (inaugurata nel 2023) con centoventi posti letto, a cui si aggiungeranno a breve altri venti posti dedicati al Ceod-Centro educativo occupazionale diurno. La struttura è parte di un progetto più ampio di Casa di comunità e distretto socio sanitario, di cui fanno parte anche la guardia medica (in fase di passaggio dalla gestione del Comune a quella dell’Ulss 6) e la Croce Rossa, la cui sede è in corso di completamento.
«Altri lavori che prenderanno avvio nel giro di pochi mesi interesseranno il centro abitato, che vedrà un processo di riqualificazione – prosegue il primo cittadino – Si tratterà di un restyling completo di un lungo tratto della via principale, con rifacimento delle carreggiate stradali, dei marciapiedi, dei posti auto, della pista ciclabile; creeranno un po’ di disagio, ma poi il paese acquisirà un aspetto più bello e funzionale. Da tempo, inoltre, ci siamo attivati sul fronte del trasporto pubblico, per far sì che Maserà venga inclusa nel servizio di trasporto urbano, compreso il tram: nel nostro territorio è già pronta l’area che potrebbe ospitare il parcheggio scambiatore. Il Comune fa parte anche di Co.Me.Pa. (Comunità metropolitana di Padova), speriamo che i nostri appelli trovino presto risposte nelle istituzioni padovane». Come si diceva, in questo angolo della provincia padovana la qualità di vita è buona, prova ne è anche la presenza di diversi istituti scolastici, pubblici e convenzionati, dagli asili nido alle scuole medie. Maserà è molto legata al nome di un suo cittadino illustre, Giorgio Perlasca (1910-1992), eroe italiano riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”, che qui ha trascorso la giovinezza poiché il padre era segretario comunale, e che è sepolto nel cimitero locale. A lui sono intitolati l’istituto comprensivo e un “angolo” commemorativo dove sorgeva la sua abitazione.
Il prossimo 15 marzo il Comune ospiterà la prima edizione di “Comix”, dedicata a cosplay, illustratori e fumettisti. In occasione della festa del papà si terrà, invece, la quarta edizione di “Io e papà…mattoncini a Maserà”, partecipata mostra espositiva dei Lego, con concorso a premi.
Il parroco: «Una consolidata tradizione che coinvolge trecento ragazzi e un centinaio di animatori: questi ultimi, nei sei mesi precedenti, si incontrano per l’organizzazione»
Ciò che caratterizza la parrocchia di Maserà è senza dubbio la sua lunga e consolidata tradizione nell’organizzazione del grest estivo, attività che qui coinvolge fino a trecento ragazzi e oltre un centinaio di animatori che si preparano con incontri formativi della durata di sei mesi. «Ogni ultima domenica del mese, per quattro ore pomeridiane, questi giovani animatori si organizzano per l’impegno di inizio estate – racconta il parroco, don Roberto Barotti, originario di Villa Estense e presente in questa comunità dal 2017 – Con loro c’è un’equipe di dieci adulti, formatisi a loro volta per questo compito, collegati alla pastorale giovanile della Diocesi. Il grest si svolge le ultime due settimane di giugno e vuole rappresentare una sorta di continuità con l’iniziazione cristiana, nella trasmissione dei valori della fede cristiana; gli animatori iniziano la giornata alle 7.30 del mattino, pregando con il parroco, per poi dedicarsi all’accoglienza dei ragazzi alle 9.30 e iniziare la giornata. Questa si svolge con di giochi al mattino, mentre nel pomeriggio si tengono attività di laboratorio, grazie anche al supporto di una trentina di volontarie che coinvolgono bambini e ragazzi in alcuni lavoretti manuali».
La ricchezza della gioventù che frequenta l’ambito parrocchiale è un dono per tutta la comunità cittadina: questi ragazzi sono, infatti, disponibili anche per altri momenti ricreativi e sociali, come il carnevale e la sagra che si tiene l’8 settembre in occasione della Natività della Beata Vergine Maria. A Maserà è attivo il centro parrocchiale con il suo bar, aperto la domenica mattina e in alcuni pomeriggi settimanali grazie ai volontari del Circolo Noi; vi si tengono gli incontri dei giovani dell’Azione cattolica e quelli serali dei giovanissimi.
Nella frazione di Bertipaglia, invece, la parrocchia è dedicata al Sacro Cuore Gesù ed è retta da don Stefano Baccan, che è anche il presbitero referente della collaborazione pastorale “8 Terre d’incontro” di cui, oltre a Maserà di Padova e Bertipaglia, fanno parte le comunità di Carrara S. Giorgio, Carrara S. Stefano, Casalserugo, Cornegliana, Ronchi di Casalserugo, Terradura. «Con don Stefano ci alterniamo settimanalmente, nel giorno del martedì, per celebrare la messa nella casa di riposo – prosegue don Roberto Barotti, che la domenica è affiancato anche da don Lorenzo Celi – A Maserà siamo fortunati: la comunità dove sono parroco è vivace, caratterizzata dalla partecipazione e corresponsabilità di molte persone. Abbiamo la presenza di un bel coro parrocchiale composto da oltre una trentina di membri e circa trenta sono anche i lettori che si alternano durante le messe. Sono presenti poi una decina di ministri straordinari della comunione, mentre i ministranti, questo un po’ dispiace, sono rimasti soltanto una decina: prima della pandemia erano di più, ma poi il gruppo ha fatto fatica a ricostituirsi. Siamo orgogliosi anche dei presepisti, sempre una decina, che da anni si incontrano mesi prima del Natale per progettare e realizzare il presepe. Ci sono inoltre i volontari della Caritas che si occupano anche del servizio di centro d’ascolto, mentre il gruppo giovani è vicariale. Sono presenti la scuola dell’infanzia parrocchiale, frequentata da oltre cento bambini, e l’asilo nido che ne accoglie una trentina».
Anche la parrocchia di Maserà, come tutte quelle della Diocesi, è coinvolta nel cammino di discernimento sui ministeri battesimali e ha già avviato gli incontri con gli operatori pastorali, scegliendo il tempo di un anno per proporre i nominativi dei laici candidati per la formazione e per l’eventuale assegnazione agli ambiti individuati.