Fatti
Un paese che offre tanti servizi. Il sindaco: «Qui si vive bene. Il traffico resta fra le priorità, ma la prossima realizzazione della metropolitana di superficie consentirà di raggiungere Padova in pochissimi minuti»
«A Vigodarzere si vive bene, un paese che offre parecchi servizi, certamente con l’entrata in funzione della cosiddetta metropolitana di superficie anche il tema caldo della viabilità potrà trovare una risposta concreta». Presenta così la sua comunità il sindaco Adolfo Zordan, una lunga esperienza amministrativa, è infatti al secondo mandato, ed è stato pure parlamentare.
Sicuramente il capolinea dell’autobus urbano a Saletto e il collegamento con il capolinea del metrobus a Pontevigodarzere rappresentano un volano allo sviluppo. «La prossima realizzazione della metropolitana di superficie consentirà di giungere dalla stazione ferroviaria di Vigodarzere a quella di Padova in pochissimi minuti», evidenzia il primo cittadino. Sono infatti a buon punto i lavori per la costruzione di un manufatto a doppio binario che andrà a sostituire quello attuale a una rotaia unica sulla tratta Padova-Belluno. L’opera è progettata dalla Regione e realizzata da Rete ferroviaria italiana grazie a un accordo siglato nel 2021. Una grande opera, possibile grazie alle Olimpiadi, dal costo di 40 milioni di euro finanziata grazie al Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc). Un ponte davvero particolare: con i suoi cento metri di lunghezza sarà quello a campata unica più lungo d’Italia. Senza piloni dentro al fiume e più alto dell’attuale così da evitare interruzioni al servizio ferroviario in caso di piene del Brenta.
Certo il problema del traffico resta tra le priorità del sindaco Zordan: «Il Comune di Vigodarzere è strangolato dal traffico di uscita verso Padova, dove si concentrano servizi, opportunità di lavoro e istruzione. Il nostro territorio ha come due unici sbocchi verso il capoluogo gli “imbuti” costituiti dal nodo di Castagnara e dal ponte della Libertà verso Limena. Ogni giorno viviamo le difficoltà legate alle code di veicoli, la maggior parte dei quali, però, è costituita da traffico di attraversamento proveniente dall’Alta Padovana. La necessità di trovare una soluzione ci ha portato da anni a intrattenere un dialogo con i Comuni contermini e già nel 2019 a concretizzare una proposta comune attraverso la sottoscrizione di una lettera d’intenti con Padova e Cadoneghe – allargata successivamente a Limena – per la condivisione di un’alternativa viaria all’ingresso in città. Un’arteria che si colleghi alla tangenziale nord senza passare per il ponte di Pontevigodarzere potrebbe deviare una parte significativa del flusso veicolare, in particolare quello proveniente dalle aree settentrionali e diretto verso Padova, riducendo così il carico di traffico che grava sulle attuali direttrici e sulle nostre aree urbane».
Tanti anche i servizi in arrivo, come il nuovo centro civico realizzato nella ex base missilistica, i due parchi inclusivi, uno già in essere e l’altro in fase di realizzazione. «E il nuovo asilo nido comunale ormai prossimo alla conclusione che poi sarà affidato alla Spes – evidenzia Zordan – che si aggiunge alle quattro materne parrocchiali sostenute dal Comune, con le quali abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione». Da menzionare anche gli impianti sportivi di proprietà del Comune e a disposizione delle società locali. Sul fronte della socialità il primo cittadino Adolfo Zordan sottolinea «tre appuntamenti molto sentiti: i mercatini di Natale, il Carnevale e la Notte Bianca di Vigodarzere».
I parroci: «C’è desiderio di coltivare una spiritualità che sostenga il quotidiano vivere.
I laici si prendono cura della vita ordinaria delle parrocchie oltre che di aspetti logistici»
Una comunità accogliente, basata sulla collaborazione e sull’aiuto reciproco: è quanto emerge dal dialogo con don Giovanni Marchiorello parroco di Vigodarzere da quasi dieci anni e ora anche coordinatore presbitero della collaborazione pastorale Cadoneghe-Vigodarzere. «Siamo alle porte di Padova, anche se la comunità ha una sua connotazione e una storia consolidata: i 120 bambini della scuola dell’infanzia dicono la trasformazione di un territorio dove c’è mobilità e inserimento di giovani famiglie – sottolinea il parroco – L’Azione cattolica, che è ancora una realtà associativa presente, porta avanti proposte rivolte a tutte le età, giovani compresi, i quali, proprio durante la Settimana santa, vivranno un’esperienza di convivialità e fraternità, mentre in estate sono quattro le proposte estive che offriamo, divise per età».
È evidente quanto la presenza dei laici a servizio della comunità sia fondamentale per la crescita di tutti, con l’assunzione anche di alcune responsabilità che, fino allo scorso anno, erano portate avanti dal vicario parrocchiale. I laici, supportati dal parroco, hanno anche avviato tre piccoli gruppi di ascolto della Parola di Dio, poco prima dell’attuazione del Sinodo. È un segnale prezioso di un desiderio di coltivare una spiritualità che sostenga il quotidiano vivere. Ora la parrocchia sta procedendo per l’individuazione dei candidati ai ministeri battesimali.
«Luogo di incontro, di tante iniziative formative, culturali e ricreative è il nostro centro parrocchiale – racconta don Marchiorello – Penso alle attività di doposcuola due giorni a settimana, ma anche al grest che in giugno vede coinvolti circa 300 bambini e ragazzi e 70 educatori per 15 giorni». Una cura particolare è dedicata alla liturgia domenicale, dal canto al gruppo dei lettori, fino agli addobbi floreali. Un evento atteso da tutti è la sagra della natività di Maria, che si svolge solitamente nella seconda settimana di settembre con diverse proposte.
Nella frazione di Saletto, invece, la sagra di Sant’Anna, compatrona con san Silvestro cui è intitolata la chiesa, a fine luglio, vede una bella presenza di persone che si rendono disponibili. «Tra loro anche parecchi giovani, gli stessi che durante l’anno partecipano agli incontri di formazione, che sono educatori al grest e ai campi scuola estivi, con lo scopo di rendere educativi tempi e luoghi delle parrocchie», spiega don Alessandro Pedron, parroco oltre che di Saletto anche della comunità di Terraglione, dove invece la sagra parrocchiale si svolge in agosto.
«La vita delle due comunità, pur essendo diversa e frastagliata, è accomunata da una formazione permanente alla Parola di Dio. Negli anni molti format si sono alternati per dare spazio a sensibilità, forme ed esperienze diverse», evidenzia don Pedron. E aggiunge: «Abbiamo iniziato nove anni fa con l’incontro con i patriarchi attraverso alcuni stimoli iniziali, qualche attività esperienziale, il confronto con la Parola di Dio e altre persone. Abbiamo continuato con serate con ospiti, in genere biblisti, dove non mancava il confronto e la condivisione di vita delle persone. Abbiamo trasformato l’incontro con la Parola in momenti di approfondimento per sfociare poi a fine serata nella preghiera silenziosa e adorante. Abbiamo poi sperimentato il pellegrinaggio a piedi, cinque all’anno, orientati da un tema comune, dove il cammino a piedi ha fatto conoscere e ha rafforzato le relazioni tra le comunità, accresciute nella stima reciproca grazie alla condivisione della propria vita alla luce della Parola. Molte e diverse esperienze ci stanno accompagnando».
Il comune di Vigodarzere conta 13.400 abitanti, circa 7.300 sono nel capoluogo, 2.500 nella frazione di Saletto, duemila circa a Tavo e 1.600 a Terraglione. Un numero cresciuto molto negli ultimi decenni, complice il fatto che Vigodarzere confina con la città di Padova.