Chiesa
È un connubio inedito, che dall’11 al 13 giugno prossimi, prenderà forma presso il monastero di Fonte Avellana (Serra Sant’Abbondio – PU), nelle Marche. Liturgia, architettura e arte sono infatti i capisaldi del primo convegno dal titolo “La Camera Alta. Una Chiesa che pensa gli spazi” promosso dalla diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, con il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Serra Sant’Abbondio, del Consiglio Provinciale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e della Banca di Credito Cooperativo di Fano. Con la volontà di riconoscere appieno il valore dello spazio liturgico e dell’arte cristiana, la diocesi ha assecondato infatti l’intuizione di proporre il primo di una serie di eventi su temi relativi al rapporto tra le tre dimensioni, prendendo spunto dall’interesse mostrato da una giovane studentessa di architettura circa le Chiese di recente costruzione presenti nel nostro territorio. Da qui, l’idea di offrire uno spazio di riflessione e confronto a un pubblico composto da architetti, teologi, artisti, responsabili di uffici diocesani di liturgia, dei beni culturali ecclesiastici, dell’edilizia per il culto, docenti e studenti delle facoltà di architettura e di teologia. Un convenire che si presenta originale già nel titolo: la “camera alta”, l’hyperōon, è infatti nel Nuovo Testamento il grembo della Chiesa nascente. È lo spazio dove avvengono gli eventi fondanti: l’ultima cena, la lavanda dei piedi, l’apparizione del Risorto agli Undici, la Pentecoste.
La fede cristiana non costituisce dunque un’astrazione spiritualista, bensì un fatto che accade nel tempo e nello spazio che non sono un accessorio, ma una condizione di possibilità. Lo spiega bene al Sir mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano Fossombrone Cagli Pergola, sottolineando che “accogliere un Convegno che metterà in dialogo architettura e liturgia è per la nostra diocesi motivo di gioia e stimolo per una feconda riflessione che porti a valorizzare, da una parte, le strutture antiche e moderne e, dall’altra, a riscoprire la vocazione di ogni battezzato ad essere ‘pietra viva’ nella costruzione della Chiesa quale edificio spirituale fatto di persone. Sono sicuro che il convegno, al quale da tempo sta lavorando un gruppo di preti e di architetti del nostro territorio, ai quali va la mia gratitudine, potrà fornire le chiavi per entrare nella ‘camera alta’”. Se la Chiesa quindi è nata al piano superiore di una casa, ciò significa che lo spazio cristiano non è inizialmente un tempio monumentale, ma un luogo di relazione e fraternità, come precisa ulteriormente mons. Andreozzi: “Nella ‘camera alta’, la stanza superiore dove trova posto il desiderio di bene che ogni persona porta dentro di sé e dove ci si sente accolti e innalzati alle realtà del cielo si potranno rinvenire gli elementi indispensabili perché ogni altro spazio possa essere cifra di incontro e di comunione per le persone che lo abitano”. Di grande spessore i relatori coinvolti nella tre giorni: da Jean Louis Ska, sj, religioso, biblista e teologo belga a Giuliano Zanchi, sacerdote di Bergamo, direttore della Rivista del Clero Italiano e docente di Teologia presso l’Università Cattolica di Milano, da Leonardo Ciacci, professore associato di Urbanistica alla Facoltà di Architettura dell’Università IUAV di Venezia, a Roberto Tagliaferri, docente di teologia presso l’Istituto di liturgia pastorale Santa Giustina di Padova.
Oltre a loro interverranno: Paolo Zermani, professore ordinario di Composizione Architettonica presso la facoltà di Architettura di Firenze e, dal 2015, professore invitato all’Accademia di architettura di Mendrisio; Giovanni Gazzaneo, giornalista, critico d’arte e specializzato in comunicazioni sociali, che ha ideato e coordina dal 1997 Luoghi dell’Infinito, mensile culturale di Avvenire Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, della quale è stato priore fino al 2017; Michele De Lucchi, architetto, designer e artista, fra i protagonisti di Alchimia e Memphis, nonché responsabile del Design Olivetti dal 1988 al 2002. “Mi ha stupito l’accoglienza con cui i relatori hanno aderito al nostro progetto e si sono immeditatamente inseriti in un tema che lungi dall’essere qualcosa per addetti ai lavori rivela al contrario, la necessità di pensare spazi nei quali possa rivelarsi la concomitanza profonda tra il volto e la natura della Chiesa, del suo essere nel mondo e non del mondo, del suo essere capace di ‘incarnarsi’ in ogni tempo, senza sacralizzare culture ma facendosi lievito di fraternità e di pace”, racconta don Francesco Pierpaoli, che dell’iniziativa è coordinatore. Il Convegno, inoltre, è stato pensato come uno spazio reale di confronto. Per questo sono stati invitati tre studi di architetti che presentando i loro progetti dialogheranno con i partecipanti. Questi i loro nomi e il titolo delle chiese realizzate: Marco Contini, chiesa SS. Crocifisso (Castel Di Lama – AP); Mario Lamber, chiesa di San Disma (San Lazzaro di Savena – BO); Carlo Ripanti e Yasuo Watanabe, chiesa del Sacro Cuore di Gesù (Ca’ Staccolo, Urbino). Infine, l’animazione delle due serate culturali previste sarà affidata al Coro Polifonico Malatestiano e alla Cappella Musicale del Duomo di Fano.