Chiesa
A vent’anni dalla sua morte, dobbiamo riconoscere che don Dino Foglio è stato una personalità fuori dall’ordinario, un sacerdote che si è inserito nel solco della tradizione con un significativo timbro di novità e che il suo ministero sacerdotale si è distinto per la vastità e la grandiosità delle opere realizzate, per il consenso ottenuto e per ciò che la sua guida spirituale e morale ha rappresentato per la Chiesa e per il Rinnovamento nello Spirito Santo.
Don Dino Foglio, tuttavia, ha stupito non solo per quello che ha fatto, ma anche per l’amore che lo animava e il desiderio che aveva di aiutare tutti nella ricerca di Dio e nel far crescere nel cuore di ogni uomo il rispetto dei diritti umani, la giustizia, la fraternità e la solidarietà.
Non possiamo non riconoscere che la Divina Provvidenza aveva assegnato a don Dino Foglio grandi compiti nella storia del suo tempo.
Uomo di Dio
Don Dino Foglio è stato innanzitutto un grande uomo di Dio.
Tutti gli sforzi di don Dino miravano ad avvicinare gli uomini a Dio e a fare rientrare Dio da protagonista nella loro vita. Voleva che in questo nostro mondo vi fosse ancora posto per Dio.
È stato un testimone di eccezionale statura anche per la sua limpida coerenza: in lui non esisteva frattura fra ciò che pensava e ciò che diceva, fra ciò che era e ciò che manifestava. In lui vi era piena unità di fede e di vita.
Difensore dei diritti umani
Oltre che uomo di Dio, don Dino Foglio è stato un appassionato difensore dell’uomo, della dignità, dei diritti e della libertà di ogni persona umana. I diritti umani erano da lui proclamati e difesi come diritti che Dio ha posto nella natura umana.
Uomo di preghiera
Molte erano le cose che colpivano (impressionavano la sua sicurezza, le sue certezze, la capacità di parlare ad assemblee numerose, l’affettuosa attenzione che aveva con i collaboratori…), ma ciò che mi ha sempre stupito di più è stata la profonda intensità della sua preghiera.
È stato un grande uomo di preghiera, animato da una forte spiritualità cristocentrica e mariana. Aveva in sé una tensione spirituale e mistica inconfondibile, ed è dalla preghiera che fluivano la sua sicurezza, l’assoluta padronanza di sé e la sua serenità in ogni circostanza.
Commuovevano la facilità e la prontezza con le quali passava dal contatto umano con la gente al raccoglimento del colloquio intimo con Dio.
Maturava ogni scelta importante nella preghiera. Prima di ogni decisione significativa, infatti, don Dino Foglio vi pregava sopra a lungo, a volte per più giorni. Sembrava che trattasse con Dio i vari problemi da affrontare e da risolvere.
Quando si doveva affrontare una questione e non si riusciva a trovare una soluzione giusta e adeguata, concludeva dicendo: “Dobbiamo pregare ancora, perché il Signore ci venga in aiuto”.
Si affidava alla preghiera per trovare luce sulla strada da seguire.
Infaticabile fino alla fine
Nella prima parte del suo servizio come coordinatore nazionale, don Dino Foglio colpì per la sua energia, il suo dinamismo, le innumerevoli iniziative e i numerosi viaggi per tutta Italia.
Nell’ultimo periodo impressionò la forza e la serenità con cui continuò a compiere la sua missione, come primo consigliere spirituale nazionale.
In breve, possiamo dire che don Dino Foglio è stato grande come uomo, grande come sacerdote e grande come coordinatore nazionale prima e consigliere spirituale dopo.
Grande come uomo
Aveva larghezza di idee e una non comune profondità di pensiero; una sorprendente capacità di parlare in modo appropriato alle singole persone e alle folle. In pari tempo, era un mistico che aveva dentro di sé una forte tensione spirituale, ma un mistico attento alle persone e alle situazioni; un mistico che ha influito sul corso della storia del movimento.
Aveva anche una straordinaria capacità di apprezzare e godere delle bellezze della natura, del calore dell’amicizia, delle conquiste umane. In lui vi era sempre una grande coerenza fra ciò che diceva e ciò che faceva, fra ciò che appariva e ciò che era nella realtà.
Un grande sacerdote: in ogni luogo dove si è recato è stato un grande seminatore di speranza.
Un grande coordinatore e consigliere spirituale nazionale: per lui Dio non era un concetto astratto, ma il Creatore e il Padre che ci ama.
Ha contribuito affinché il RnS in Italia entrasse nella piena comunione ecclesiale, godendo della stima di pontefici e cardinali.
Ha accompagnato nel discernimento uomini e donne alla ricerca della propria vocazione, sia sacerdotale sia di consacrazione alla vita religiosa maschile o femminile, dando vita alla comunità di vita consacrata “La Tenda di Dio”.
Molti hanno appreso da lui il cammino per ritrovare la strada che conduce a Dio.
La testimonianza e il messaggio che ci vengono da don Dino Foglio non devono essere dimenticati.
Per questo, esprimo vivo apprezzamento per l’iniziativa di ricordarlo nella sua diocesi di Brescia, la sua amata Chiesa che ha servito ininterrottamente per sessant’anni come sacerdote.