Chiesa
Don Tommaso Opocher parla soppesando le parole, scandendole e scegliendole con cura. Si coglie sin dalle prime battute la sua profondità spirituale, plasmata per lo più dall’incontro con i poveri conosciuti attraverso la Comunità di Sant’Egidio. Tutto ha avuto inizio nel 2002, quando un compagno del liceo gli ha parlato dell’esperienza di aiuto della Comunità ad alcuni bambini in difficoltà del quartiere Mortise di Padova. «Ero incuriosito dell’iniziativa ma al contempo non credevo che nella mia città ci fossero queste problematiche. Mi convinse a seguirlo: mi si aprì un mondo incontrando la “Scuola della pace” che la Comunità porta avanti anche nella nostra città. Cominciai ad aprire gli occhi sulla vita di chi vive situazioni familiari difficili, con bambini nella povertà materiale e non solo. Mi appassionai a quei piccoli, aiutandoli a studiare e a crescere in pace».
Padovano, classe 1984, don Tommaso Opocher – dopo essersi laureato a Padova in giurisprudenza e aver conseguito un dottorato nella medesima disciplina – è stato ordinato presbitero il 5 novembre 2016 a Roma, incardinandosi nella Fraternità missionaria di Sant’Egidio. È assistente spirituale della Comunità di Padova dove svolge diversi servizi: in modo particolare segue i giovani proponendo loro il servizio ai poveri, «da vivere alla luce del Vangelo e sostenuto dalla preghiera. Comunicare la Parola di Dio ai ragazzi è un compito appassionante ed entusiasmante: significa entrare nella loro vita, ascoltarli e parlare al loro cuore. È bello mostrare loro la via gioiosa del Vangelo che dà senso alla vita e può essere una leva di cambiamento per l’intera società».
Il sacerdote inoltre segue con altre persone un gruppo di una ventina di rifugiati ucraini giunti in Italia con l’inizio della guerra, facendosi carico del loro percorso di inserimento e delle cure
mediche che alcuni hanno iniziato nel nostro Paese. Presta servizio anche agli anziani, in modo particolare a quelli nel territorio delle parrocchie di Immacolata e Ognissanti – dove dal 2019 svolge il suo servizio pastorale in Diocesi – e altri presenti in “convivenze solidali” gestite dalla Comunità.
«La Comunità di Sant’Egidio – afferma don Tommaso – mi ha insegnato a vedere nei poveri il volto del Signore. La chiamata a seguirlo come prete è nata dal desiderio di servire con la mia vita “l’altare dei poveri e quello della liturgia”». I bisognosi sono stati dei veri maestri di vita: «Mi hanno aperto gli occhi alla speranza e con ciò penso ai migranti che ho incontrato in diversi luoghi, provati per aver vissuto viaggi interminabili e difficili. Hanno saputo avere fiducia nel futuro. I poveri mi hanno anche reso consapevole che la vita è fragile: lo è in modo evidente quella di un anziano, di un bambino, di un senza dimora. Nell’incontro con loro ho colto anche le mie fragilità. Scaturisce per ciascuno la necessità di sentirsi voluti bene, aiutati ad andare avanti. I poveri mi hanno insegnato che ciascuno ha necessità di una famiglia e di amici: c’è bisogno di un “noi” nel quale riconoscersi, al quale appartenere».
Il pensiero di don Opocher si allarga, ragionando sull’importanza di non dare per spacciato nessuno: «La vita può sempre cambiare, quella di un povero, la vita di un giovane, la mia. Ho visto tanti miracoli. È fondamentale credere che tutto è possibile. Sono persuaso che quello a cui siamo chiamati è farci vicini alle persone, camminare e lottare specialmente con chi è nella necessità, con chi pensa di aver perso tutto e non ha più speranza. Stare sotto la croce e le croci per gioire insieme della resurrezione». Don Tommaso conclude dicendo che «in fondo è questa la gioia più profonda della mia vita: sapermi parte di un “noi” fatto di persone tanto diverse, di umili e di poveri, di amici che guardano insieme al futuro con speranza».
Don Tommaso Opocher è uno dei 31 mila sacerdoti italiani che si occupano di ragazzi, giovani, adulti, anziani. Il loro sostentamento non è più in carico allo Stato italiano dal 1990. Ora è affidato a ciascuno di noi. Possiamo farlo firmando a favore dell’8 per mille alla Chiesa cattolica, ma anche con una donazione liberale (scaricabile, poi, dalla dichiarazione dei redditi). Per ulteriori informazioni si possono visitare i siti: 8xmille.it e unitineldono.it