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Dubbi anche sull’idea di Salvini. «La Tav assorbirà gran parte del traffico, quali sono le prospettive?»
Per Dario Balotta tante domande senza risposta: il grande contenitore autostradale dello Stato è di fatto un “guscio vuoto”
IdeePer Dario Balotta tante domande senza risposta: il grande contenitore autostradale dello Stato è di fatto un “guscio vuoto”
«Fino a quando i cittadini dovranno pagare il pedaggio anche se i costi di realizzazione sono stati ammortizzati?». Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti, nutre dubbi sulla proposta del ministro Matteo Salvini: «Proprio adesso che servono almeno 23 miliardi di euro per ristrutturare l’intera rete autostradale, lo Stato si riprende per intero tutta la rete?». Difficile in questo modo anche garantire tariffe omogenee in tutto il territorio nazionale: «Un conto è il traforo del Frejus, e un altro conto il tratto di autostrada in mezzo alla Pianura padana. La riforma di Salvini non definisce i parametri che consentono una valutazione di quale sia l’indebitamento delle concessionarie, quali i costi dell’ammodernamento e il fabbisogno della manutenzione corrente. Come si costruiranno le nuove tariffe? Come verranno regolati i servizi logistici e a valore aggiunto?». Per Balotta tante sono le domande senza risposta, che trasformano il grande contenitore autostradale dello Stato in un “guscio vuoto”. Si vorrebbe puntare ancora sull’Anas per la gestione dell’intera rete non autostradale, facendola uscire da tutti i consorzi autostradali. «Anas? Vorrei ricordare che molti dei dirigenti attuali sono indagati per lo scandalo degli appalti che ha coinvolto Verdini junior e senior», attacca Balotta. La riforma di Salvini prevede, da un parte, la gestione dei pedaggi affidata allo Stato e la manutenzione data in concessione. «Non riesco a immaginare un funzionario del ministero che tratta con colossi come Abertis o altro. Credo che dal concessionario io debba pretendere e controllare la messa in sicurezza, l’ammodernamento della struttura». «Infine vorrei fare questa considerazione: la Tav, l’alta velocità tra Brescia e Padova, sarà un giorno finita. Possiamo dunque immaginare che assorbirà in maniera sostenibile una parte del traffico. Sempre di più l’autostrada verrà utilizzata dai privati per spostamenti brevi. Già oggi molti spostamenti riguardano distanze tra i 30 e i 40 chilometri su cui non possono gravare i pesanti pedaggi attuali».