Chiesa
Cercando ispirazione per questo articolo, ho scritto su un motore di ricerca le parole “lasciare traccia” e ho atteso il risultato: significa imprimere un segno, un’impronta, un ricordo o una testimonianza di sé o di qualcosa su una superficie, nella memoria, o nella storia, sia in senso letterale (un’orma sulla sabbia) che figurato (un’eredità culturale o personale), spesso legato al desiderio di esistere, comunicare e avere un impatto duraturo sul mondo, come scoprono i bambini nel gioco o gli adulti nella vita professionale e personale.
Dal 17 maggio 2025, dopo la presentazione degli Orientamenti per la catechesi la maggior parte di catechisti, accompagnatori e parroci stanno attendendo (con ansia e trepidazione) il materiale per poterli attuare. Come anticipato negli incontri zonali di settembre e ottobre, abbiamo chiesto alle équipe formative dell’Ufficio per l’annuncio e la catechesi di elaborare delle tracce per il Tempo della scelta che, inaspettatamente, è stato accolto con tante domande e una serie di timori. Confidiamo che i primi passi compiuti abbiano rasserenato gli animi, ma soprattutto dato la possibilità alle comunità di sfogliare gli Orientamenti guardando negli occhi le famiglie, cercando di non dare subito date.
Dal 2013, con l’avvio del rinnovato cammino di iniziazione cristiana, ci siamo reciprocamente ripetuti che era il tempo di “cambiare”: quali e quanti cambiamenti abbiamo fatto in questi 12 anni nel nostro modo di “fare catechismo?”. È maturato in noi il desiderio di cambiare il nostro modo di essere nei confronti di genitori, ragazzi e comunità?
La nostra speranza è che la verifica abbia aiutato le parrocchie a elaborare uno stile di incontro e che il Sinodo diocesano ci abbia abituato a camminare insieme.
Ascoltando le richieste di referenti parrocchiali e parroci le tracce elaborate sono diverse tra loro, anche se alcuni temi si ripetono, proprio perché il modo di porsi di un’équipe di catechisti/accompagnatori non è uguale in tutte le parrocchie. Ci sono tracce più sviluppate e altre più semplici, alcune più rivolte ai genitori, altre con esperienze da far vivere loro insieme ai figli. Sono “tante” non perché si debbano fare tutte, ma perché questo tempo può durare uno o due anni, perché una volta può servire un tema specifico, un’altra un gioco o un’uscita. Nel programmare va sempre tenuto conto sia delle famiglie che si accolgono, sia del vissuto della comunità che di anno in anno cambia, evolve, rallenta o si adatta a delle priorità.
Il confronto nelle équipe ha fatto emergere dei temi indispensabili come quello dell’accoglienza, della conoscenza del Credo, del modo per favorire nei genitori una scelta consapevole. Chi ha riletto poi le tracce ha fatto delle aggiunte e dei cambiamenti, partendo dall’esperienza personale come catechista o accompagnatore.
Saranno pubblicate nel sito dell’ufficio dal 1° febbraio con il desiderio che non rimangano tali per anni. Ci saranno aggiunte, perché alcune tracce sono ancora in fase di elaborazione, altre sono materiale condiviso da alcune parrocchie che può essere rielaborato. Il desiderio poi è quello di riprendere alcuni incontri mai pubblicati e di dare indicazioni per il percorso di ragazzi con disabilità.
Chissà quale traccia abbiamo lasciato nelle famiglie incontrate in questi anni: quale impronta vogliamo dare al Tempo della scelta e quanti ricordi belli desideriamo lasciare nella nostra parrocchia con il cammino che vivremo insieme?
Invitiamo catechisti e accompagnatori a darsi il tempo per leggere tutte le tracce e di scegliere non per la necessità di fare qualcosa, ma lasciando che il cuore e la cura che desiderano per il proprio servizio accolgano, facciano risuonare e rispondano al vissuto del gruppo di genitori e ragazzi che verranno accolti.
Come ufficio diocesano ce la stiamo mettendo tutta per non lasciare solo nessuno. Stiamo formando le équipe che rivedranno i testi delle consegne e quella dei “Piccoli gruppi della Parola”. Abbiamo in programma a febbraio un altro incontro con le équipe diocesane per i nuovi corsi di formazione. Cosa potrebbe mancarci? La possibilità di fidarci di Gesù che quotidianamente ci dice: «Seguimi». Buona ricerca delle tracce del maestro nei nostri incontri e nella Parola.