Fatti
C’ è stato anche un po’ di Veneto, quest’anno, sotto i riflettori del Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la più grande fiera mondiale dedicata all’elettronica di consumo e alle tecnologie emergenti, in programma dal 6 al 9 gennaio 2026. Un osservatorio privilegiato sulle traiettorie dell’innovazione globale, con le sue tendenze e ambizioni ma anche le debolezze e i limiti. La missione italiana guidata dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha riunito 51 startup e Pmi all’interno di un unico padiglione nazionale: una vetrina per raccontare il meglio della ricerca applicata e dell’imprenditorialità tecnologica del Paese, oltre che un banco di prova per misurare la capacità dell’Italia di accompagnare davvero le proprie imprese nei mercati più competitivi.
Tra queste realtà cinque arrivano dal Veneto: due padovane, Ez Lab e Oraigo, e una di Thiene, Link-In. Storie in parte diverse ma unite da un tratto comune: la voglia di riuscire a lavorare nell’alta tecnologia e fare innovazione avanzata anche al di fuori di Cina e Stati Uniti, radicandosi in un tessuto produttivo fatto di università, piccole e medie imprese e competenze diffuse. Un’innovazione che guarda al mondo, ma che nasce qui. Ez Lab, Pmi innovativa fondata nel 2014 e tutt’ora guidata da Massimo Morbiato, lavora sulla tracciabilità digitale dei prodotti e sulla valorizzazione dei dati lungo le filiere produttive. «Da sempre ci occupiamo di etichetta digitale – spiega alla Difesa la responsabile della comunicazione Monica Bortolami – La normativa europea più recente impone infatti di accompagnare le merci con veri e propri “passaporti” che ne raccontino origine e ciclo di vita: il nostro lavoro è trasformare questo obbligo in un’opportunità concreta e accessibile per produttori e cittadini».
L’azienda fornisce tecnologie selezionate a livello europeo per il Digital Product Passport, regolamento entrato in vigore nel 2024 e destinato a estendersi progressivamente a tutti i settori. Alla base delle soluzioni sviluppate da Ez Lab c’è il blockchain, ovvero l’uso di registri digitali distribuiti: una tecnologia oggi matura che garantisce dati trasparenti e immutabili, sempre più integrata con strumenti di intelligenza artificiale. «Creiamo una vera e propria identità digitale della merce – aggiunge la responsabile commerciale Giulia Caldon – Oggi non si scambiano più solo prodotti, ma informazioni affidabili: decisive per la sostenibilità e per prevenire frodi».
A Las Vegas c’è anche la thienese Link-In, fondata nel 2022 da Paolo Zanni, che sviluppa soluzioni di monitoraggio e automazione dei processi produttivi attraverso la piattaforma proprietaria Cmd, capace di integrare macchine, impianti e software in un unico ambiente digitale. «Il nostro approccio è consulenziale: partiamo dai bisogni reali delle aziende», spiega Zanni da Las Vegas. Anche se non sempre il contesto aiuta: «In Europa e in particolare in Italia il mercato è lento ed è più difficile crescere – ammette – A volte nelle aziende mancano competenze interne e spesso c’è diffidenza verso software e innovazioni». A pesare sono anche le politiche industriali: fondi del programma “Industria 5.0” bloccati all’ultimo momento, incertezza normativa, pressione fiscale. «È stato un anno difficile, di decrescita», confessa. Non a caso lo sguardo si sposta sempre più verso il mercato americano, percepito come più ricettivo e preparato.
Completa il quadro Oraigo, startup padovana nata nel 2019 che lavora in un settore emergente: la neurotecnologia applicata alla sicurezza sul lavoro e alla mobilità. Guidata da Michele Galetta, 33 anni, Oraigo ha sviluppato un dispositivo indossabile che utilizza onde cerebrali e intelligenza artificiale per prevenire colpi di sonno e stati di affaticamento alla guida, attivando alert e vibrazioni per avvertire il conducente prima che il rischio diventi concreto. Un’idea nata da un’esperienza personale e trasformata in progetto imprenditoriale, oggi sostenuto da un aumento di capitale da un milione di euro e da brevetti internazionali: «La mia famiglia è originaria della Puglia – spiega il giovane – Ricordo bene la fatica e la lunghezza del viaggio per andare a trovare i parenti».
Al Ces, Oraigo ha soprattutto testato l’interesse del mercato statunitense. «I dati cerebrali stanno diventando sempre più centrali – racconta Galetta – Le applicazioni crescono, dalla sicurezza ai robot umanoidi». Con uno sguardo che va oltre il trasporto, verso cantieri e contesti industriali ad alto rischio.
Le storie di Ez Lab, Link-In e Oraigo raccontano un’innovazione che esiste, è competente e spesso all’avanguardia, anche se a volte si muove dentro un contesto fragile e discontinuo, talvolta poco accogliente. Las Vegas diventa allora più di una vetrina e pone una domanda che riguarda tutti: non se l’Italia sappia innovare, ma se sia davvero capace di trattenere e accompagnare chi innova.
Alberto Stefani: «La Regione è impegnata nel progetto di un Hub dell’innovazione, per mettere in rete imprese, start-up, università per favorire processi di contaminazione».