Con la pubblicazione delle prime versioni del modello da parte dell’Agenzia delle entrate, prende ufficialmente avvio la nuova stagione della dichiarazione dei redditi: il 730 del 2026 servirà infatti per dichiarare i redditi percepiti nel 2025 e, come accade ogni anno, porta con sé delle novità che è utile conoscere per arrivare preparati al momento della compilazione.
La scadenza per l’invio del modello resta fissata al 30 settembre 2026, la stessa dello scorso anno: un termine che permette di prepararsi per tempo, prassi fondamentale quando si hanno diverse spese da portare in detrazione.
Tra i cambiamenti più rilevanti di quest’anno figurano quelli legati all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che vede confermata la struttura a tre scaglioni introdotta dalla recente riforma fiscale. L’aliquota del 23 per cento continua ad applicarsi ai redditi fino a 28 mila euro; per la fascia compresa tra 28.001 e 50 mila euro l’aliquota è fissata al 33 per cento, con una riduzione di due punti rispetto al passato; sopra i 50 mila euro di reddito resta infine l’aliquota del 43 per cento. Si tratta dunque di una modifica che interessa soprattutto i redditi medi e medio-alti, con un alleggerimento dell’imposta per chi rientra nella fascia intermedia.
Parallelamente a questa riduzione delle aliquote, è stata introdotta anche una limitazione per alcune detrazioni fiscali: per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75 mila euro le detrazioni del 19 per cento iniziano infatti a ridursi progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 100 mila euro. Alcune spese restano però escluse da questa riduzione perché considerate particolarmente rilevanti per le famiglie. È il caso, ad esempio, delle spese sanitarie e degli interessi passivi sul mutuo della prima casa, che restano detraibili secondo le regole ordinarie.
Un’altra importante novità riguarda i figli fiscalmente a carico, che dal 2026 potranno essere considerati tali solo fino al compimento dei trent’anni di età, sempre nel rispetto dei limiti di reddito previsti dalla normativa; rimane invece senza limiti di età la possibilità di considerare fiscalmente a carico i figli con disabilità. Per i figli tra i 21 e i 30 anni resta prevista una detrazione teorica di 950 euro, che diminuisce progressivamente all’aumentare del reddito del genitore fino ad azzerarsi al superamento dei 95 mila euro. Anche quando non spetta la detrazione per i figli sotto i 21 anni, è comunque possibile detrarre alcune spese sostenute per loro, come quelle sanitarie o scolastiche.
Sul fronte della scuola si segnala inoltre che il limite massimo delle spese scolastiche detraibili passa da 800 a 1.000 euro per ciascuno studente, il che si traduce in un risparmio fiscale che può arrivare fino a 190 euro. Tra le spese detraibili figurano, ad esempio, i costi di iscrizione e frequenza scolastica, la mensa, le gite e alcuni servizi integrativi collegati alla vita della scuola.
Il nuovo 730 introduce anche un’agevolazione pensata per i giovani lavoratori. Chi ha meno di 31 anni e si trasferisce in un’altra regione per motivi di lavoro, a una distanza superiore ai cento chilometri dalla propria residenza, può beneficiare di una detrazione sull’affitto pari a 991,60 euro. L’agevolazione è riconosciuta per i primi tre anni di contratto e rappresenta un aiuto concreto per chi affronta le spese di un trasferimento legato all’attività lavorativa. Restano inoltre confermate molte delle detrazioni che riguardano la vita quotidiana delle famiglie, come quelle per le spese sanitarie – con la franchigia di 129,11 euro – le spese veterinarie, il bonus asilo nido e la detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici fino a un massimo di 250 euro.
Ogni stagione fiscale, dunque, porta con sé piccoli o grandi cambiamenti che possono incidere sull’importo finale della dichiarazione, e negli ultimi anni il 730 precompilato ha semplificato molto la procedura, perché contiene già numerosi dati trasmessi da datori di lavoro, farmacie, banche e altri enti.
Tuttavia, non sempre le informazioni presenti sono complete o perfettamente corrette: è quindi importante controllare con attenzione la dichiarazione prima dell’invio, soprattutto quando si hanno spese rilevanti o situazioni personali particolari.
Per avere la certezza di presentare una dichiarazione corretta e completa, e per verificare tutte le detrazioni a cui si ha diritto, è sempre possibile affidarsi a un intermediario qualificato come Caf Acli Padova, che accompagna i contribuenti in ogni fase della compilazione della dichiarazione dei redditi.