Era il 26 marzo del 2001 quando, su iniziativa della Camera di commercio di Padova, Acli provinciali di Padova, cooperativa sociale Nuovo Villaggio, Banca Popolare Etica, e con il contributo della Diocesi di Padova, è stata costituita Fondazione La Casa onlus: una fondazione di partecipazione che opera per contrastare il disagio abitativo in Veneto. Attraverso una stretta collaborazione con enti pubblici e soggetti privati, la Fondazione è attiva per rispondere al bisogno di casa attraverso la progettazione di interventi di housing sociale, la messa a disposizione di alloggi in locazione a canone calmierato e la sperimentazione di soluzioni abitative innovative.
In un contesto sempre più critico per quanto riguarda l’accesso alla casa, il lavoro della Fondazione è oggi ancora più necessario, anche a Padova, dove quella dell’affitto insostenibile è diventata una vera emergenza. «Il disagio abitativo – sottolinea il direttore Maurizio Trabuio – non è solo l’effettiva mancanza di casa, ma piuttosto la mancanza di un luogo in cui stare bene».
Tre passi verso l’autonomia abitativa
La casa è uno strumento fondamentale per l’evoluzione della persona e per questo, per contrastare concretamente il disagio abitativo, la Fondazione ha sviluppato un modello operativo basato su tre fasi di accoglienza nel breve, medio e lungo periodo. L’accoglienza di breve periodo è dedicata alle situazioni di emergenza, quando serve subito un tetto: in questo caso gli utenti sono indirizzati alla rete delle “Case a Colori”, strutture ricettive che garantiscono ospitalità per periodi di tempo limitati. Per il medio periodo, si inserisce la possibilità di alloggiare in strutture di co-housing. L’accoglienza di lungo termine offre invece l’opportunità di accedere ad affitti calmierati di case di proprietà o in gestione alla Fondazione, trasformate in alloggi sociali.
Patrimonio (immobiliare) a servizio del territorio
All’inizio degli anni 2000, l’azione di Fondazione La Casa era dedicata soprattutto alle persone straniere che arrivavano a Padova in cerca di lavoro senza un luogo dove vivere. Oggi l’emergenza abitativa riguarda tutta la popolazione ed è al centro del dibattito locale e nazionale. Dopo la pandemia l’approccio al tema casa è cambiato e diversi Comuni del Veneto hanno trovato nei fondi Pnrr, stanziati dall’Ue, l’opportunità per rispondere concretamente alla domanda abitativa crescente, anche fuori dai centri urbani. È proprio in questo contesto che Fondazione La Casa sta collaborando con diverse amministrazioni comunali fornendo consulenze, in particolare sul riuso del patrimonio dismesso da convertire in alloggi sociali. A questo si aggiunge l’impegno per la realizzazione a Padova di uno studentato a costo contenuto e accessibile a persone con disabilità in via Abba e la recente acquisizione del compendio immobiliare in via Diano, dove creare un modello misto di welfare con appartamenti destinati a nuclei con minor reddito, al co-housing per lavoratori e a progetti di inclusione sociale.
La rete e i numeri dell’accoglienza
Una casa senza abitanti è solo uno spazio vuoto: le persone che trovano accoglienza negli immobili di Fondazione La Casa arrivano attraverso la segnalazione dei servizi sociali comunali o l’inserimento in specifici percorsi di inclusione. Oggi il patrimonio gestito conta 128 alloggi distribuiti in Veneto, con una forte presenza nella provincia di Padova. La destinazione riflette la varietà dei bisogni: 98 sono riservati a singoli e nuclei familiari, 18 a soluzioni di co-housing per far fronte all’emergenza abitativa e 12 sono dedicati a progetti sociali specifici. In questi spazi trova casa “un pezzo di mondo”: sul totale degli abitanti si contano 25 nazionalità, con una componente italiana che rappresenta il 44 per cento . La gestione degli immobili è affidata a cooperative locali radicate nel territorio, Città Solare per le province di Padova, Venezia e Rovigo, e Una Casa per l’Uomo per l’area di Treviso. Il loro intervento si articola su tre pilastri fondamentali: il facility management per la manutenzione tecnica, il property management per la parte amministrativo-fiscale e il community management orientato all’accompagnamento all’abitare, all’animazione di comunità e alla creazione di legami di vicinato.
La casa: più di un tetto, una comunità da abitare
La missione di Fondazione La Casa, nel corso degli anni, si è ampliata per rispondere ai bisogni del territorio anche attraverso la promozione di iniziative di carattere sociale e ambientale volte allo sviluppo della comunità. Per fare una casa non bastano i muri, ma è necessario poter contare su una rete di supporto e avere accesso ai servizi. Solo così è possibile contrastare l’isolamento sociale, in particolare delle fasce di popolazione più vulnerabili. Fondazione La Casa si impegna nella realizzazione di progetti di sviluppo di comunità grazie a bandi di finanziamento nazionali, regionali e locali e può contare anche sul supporto di operatori volontari del Servizio civile universale. Un esempio di questo impegno è il progetto “Terzo a chi? Opportunità per la terza età”, finanziato dalla Regione Veneto e conclusosi nel dicembre 2025 con l’obiettivo di contrastare l’isolamento sociale in aree poco collegate e semiperiferiche con un’alta concentrazione di persone anziane: il rione Crocifisso a Padova e Mezzavia a Montegrotto Terme. Tra le iniziative proposte spiccava lo sportello del “Maggiordomo di quartiere”, dedicato a offrire supporto burocratico e digitale, ascolto e orientamento alle persone anziane. A questo si sono affiancati la ridistribuzione gratuita di frutta e verdura recuperata, accompagnato da un concorso di ricette anti-spreco, e un ciclo di incontri formativi e laboratori creativi. Queste attività, pur focalizzate sugli over 65, hanno adottato un approccio intergenerazionale e sono state realizzate in rete con le diverse realtà dei rispettivi quartieri.
L’abitare come visione d’insieme: una storia che continua
Venticinque anni fa, Fondazione La Casa è nata da una visione condivisa tra i suoi fondatori. Nel tempo si sono uniti enti locali, soci aderenti e sostenitori. Oggi è una realtà ancora innovativa nel settore abitativo sociale, e per questo nonostante la piccola dimensione è riconosciuta a livello nazionale. La sua storia è una dimostrazione che il Terzo Settore può avere un ruolo chiave nella garanzia del diritto alla casa. La Fondazione, grazie a un solido lavoro di rete, ha raggiunto un patrimonio di circa cinque milioni di euro e oggi, così come nel 2001, opera nella convinzione che l’abitare dignitoso sia una responsabilità collettiva e che un vero accompagnamento sociale cominci sempre dalla casa.