Fatti
Rigenerare uno spazio urbano significa prendersi cura non solo di un luogo, ma anche delle relazioni che lo attraversano. È quello che è accaduto in piazza Gasparotto, dove istituzioni, associazioni e cittadini collaborano per restituire vivibilità e opportunità a questo spazio e a tutta l’area del quartiere della stazione ferroviaria.
Qui l’associazione Libera Padova, impegnata contro le mafie e i fenomeni di criminalità e per la giustizia sociale e la tutela dei diritti, ha coinvolto direttamente il gruppo di agricoltura sociale e urbana “Coltiviamo il nostro futuro” nelle attività di rigenerazione degli orti urbani, insieme ai ragazzi e alle ragazze partecipanti al campo estivo “E!State Liberi!”. «Per i nostri giovani aspiranti agricoltori è stato un ritorno speciale – spiega il coordinatore del progetto Matteo Mally – perché sono stati proprio loro, nel 2022, a progettare e costruire originariamente gli orti urbani rialzati del Gaspar-Orto, il primo orto urbano fuori terra di Padova. Insieme ai ragazzi e alle ragazze di Libera, si sono rimboccati le maniche per riqualificare e fare manutenzione ai cassoni degli orti, migliorare lo spazio esterno e curare le piante già presenti nel quartiere Stazione, ma soprattutto per creare legami, scambiare esperienze e fare squadra per il bene comune».
Alcune persone con disabilità dei gruppi appartamento Irpea sono anche impegnate come volontari nella gestione degli eventi serali dello Yucca Fest, il festival del quartiere Stazione che unisce arte, socialità e innovazione, e nelle giornate di raccolta rifiuti con Retake per unire inclusione sociale e cura del verde. «Unire le forze per ridare vita a uno spazio pubblico è il modo più bello per fare inclusione e cittadinanza attiva».