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Fondazione Irpea. Obiettivo: due pullmini per favorire la vita indipendente
Il buono che fa del bene La tradizionale campagna natalizia di raccolta fondi di Fondazione Irpea amplia la scelta dei prodotti enogastronomici veneti
MosaicoIl buono che fa del bene La tradizionale campagna natalizia di raccolta fondi di Fondazione Irpea amplia la scelta dei prodotti enogastronomici veneti
Nuovi partner, prodotti inediti e un grande, speciale obiettivo a cui puntare. Quest’anno la campagna di raccolta fondi organizzata da Irpea per il periodo natalizio si presenta in una veste totalmente rinnovata, a partire dalla causa solidale a cui è dedicata. «Tutti i proventi della campagna 2022 verranno investiti nell’acquisto di due pulmini attrezzati che favoriranno la realizzazione dei progetti di vita indipendente dei nostri 200 ospiti – racconta il direttore della Fondazione Stefano Rizzo – Grazie a questi mezzi, infatti, gli utenti potranno svolgere più agevolmente tutte quelle attività socializzanti, come gite, laboratori e attività sportive, che li vedono coinvolti giornalmente». Per contribuire ai progetti inclusivi di Irpea e aderire alla campagna “Il buono che fa del bene” basterà comporre il proprio “dono di valore” scegliendo tra diverse soluzioni enogastronomiche di produttori locali. La pasticceria Conato di Domegliara (provincia di Verona) propone il classico panettone e il Nadalin, dolce di tradizione veronese; la pasticceria Forin di Padova realizza il Pazientino, rivisitazione natalizia del tradizionale dolce padovano, mentre l’azienda vitivinicola La Scagliara di Galzignano Terme offre due tipi di spumante: Glera secco e Moscato dolce. Per i gusti più green sarà invece possibile scegliere tra le due proposte appositamente dedicate. Optando per “Verde solidale” e “Giardino solidale” si ricevono biscotti zaeti della pasticceria Forin, un prodotto a scelta tra la crema spalmabile Forin e il miele dell’apicultura Summano in provincia di Vicenza, in abbinamento a una pianta succulenta del progetto di agricoltura sociale “Coltiviamo il nostro futuro” oppure, in alternativa, a dei terrarium in bottiglia realizzati dai centri diurni. Ogni confezione verrà impreziosita da originali decori natalizi realizzati dagli ospiti della Fondazione. «Grazie ai sostenitori di “Il buono che fa del bene” abbiamo raggiunto importanti traguardi – conclude il direttore Rizzo – Nel 2020 l’innovazione tecnologica della Fondazione, nel 2021 l’ampliamento della nostra filiera dell’abitare inclusivo». Aderire alla campagna diventa un dono davvero speciale.
Tante mini serre decorative, che generano un perfetto ecosistema autosufficiente. A partire da quest’anno, a rendere ancora più speciali le confezioni natalizie di Irpea, saranno 100 piante in bottiglia realizzate artigianalmente dagli ospiti dei centri diurni della Fondazione. Un prodotto inedito, chiamato “Giardino solidale”, stimola la concentrazione e la creatività della persona con disabilità, in tutte le fasi di produzione.
Per aderire alla campagna solidale “Il buono, che fa del bene” si può compilare il modulo di prenotazione disponibile su www.irpea.it oppure contattare l’Ufficio raccolta fondi all’indirizzo fundraising@irpea.it, tel. 049-8727401.
Sono nati durante la pandemia, come unica opzione praticabile rispetto alle attività laboratoriali in presenza, ma sono diventati uno degli elementi cardine della progettazione Irpea. I video tutorial realizzati dai centri diurni per persone con disabilità sono ormai un appuntamento fisso, in cui si sviluppa il tema mensile affrontato dai diversi gruppi di lavoro.
Dopo l’estate la programmazione è ripresa con le riflessioni degli ospiti sui soggiorni estivi e sull’esperienza di vacanza. Il laboratorio di novembre è invece dedicato ai “Giardini solidali” in bottiglia, creati in edizione limitata per il Natale solidale Irpea 2022 e nati dalla collaborazione tra il centro San Giuseppe e il progetto “Coltiviamo il nostro futuro” che fornisce le talee.
«Il lockdown è servito a riflettere sull’importanza del digitale per la comunicazione delle persone con disabilità – ricorda il coordinatore di Irpea Alberto Carlesso – Molti ospiti non erano in grado di utilizzare tablet o pc e neancheaccedere a una piattaforma di conferenza on line. Erano praticamente esclusi da ogni forma di attività e di comunicazione». Da qui è maturata la necessità di ridurre questo gap e creare nuove opportunità di socializzazione e inclusione fruibili indipendentemente dagli eventi esterni. «Grazie al bando di Autostrade per l’Italia e al progetto “Stiamo in rete”, cinque operatori dei nostri servizi e i coordinatori dei centri stanno completando un percorso di formazione sull’utilizzo delle tecnologie informatiche disponibili, dai software alle piattaforme agli strumenti di condivisione del lavoro, per migliorare la qualità di vita delle persone attraverso le attività proposte nei centri diurni. L’obiettivo per il 2023 è proseguire ed estendere a tutte le équipe del settore disabilità i nuovi metodi di lavoro agile».