Mosaico
Ventitré persone. 2.337 anni di vita riuniti nello stesso luogo. Ventitré esistenze che attraversano oltre due secoli di storia, trasformazioni, affetti, lavoro, perdite, conquiste e ripartenze.
È questa l’istantanea consegnata dalla Festa dei Centenari, che si è tenuta venerdì 18 settembre negli spazi della Civitas Vitae Nazareth di Padova, promossa dal Club Over 100 – Ricomincio da zero e da Fondazione Opera Immacolata Concezione, con il patrocinio del Comune di Padova.
L’appuntamento più numeroso di centenari dopo la straordinaria esperienza del Guinness World Records conquistato il 4 maggio 2024, quando Fondazione Oic riuscì a riunire contemporaneamente 70 persone di cento anni e oltre, superando il precedente primato mondiale australiano di 45 partecipanti. Due anni dopo quella storia continua, nell’anno del 70° anniversario di Fondazione Oic, trasformando ancora una volta la longevità da dato anagrafico a patrimonio umano e sociale.
Dei 23 protagonisti riuniti alla Civitas Vitae Nazareth, 15 appartengono alla grande comunità di Fondazione Oic: donne e uomini accolti nei suoi Centri Servizi e nelle sue residenze, dentro percorsi che ogni giorno accompagnano la longevità attraverso cura, relazioni e partecipazione.
Un dato che restituisce concretamente il significato di un modello che non guarda soltanto ai bisogni della persona, ma continua a riconoscerne ruolo, storia, desideri, legami e possibilità di essere parte attiva della comunità. La longevità diventa così attiva, generativa, capace di creare coesione sociale e mettere in relazione le generazioni.
Il pomeriggio ha preso il via alle 15.30 con l’accoglienza dei centenari, delle famiglie, degli ospiti e della cittadinanza, per proseguire con i saluti istituzionali e con “La parola ai protagonisti”, il momento dedicato direttamente alle loro storie. Alle 17 il dolce, fornito dalla Pasticceria Estense, e il momento conclusivo di festa e condivisione.
Non un evento costruito semplicemente per i centenari, dunque, ma una giornata nella quale fossero proprio loro a diventare il centro della narrazione.
Perché dietro ogni data di nascita ci sono vite che raccontano un’Italia profondamente diversa da quella di oggi: famiglie numerosissime, il lavoro iniziato giovanissimi, lo studio che non era affatto scontato, la guerra entrata direttamente nelle case e innovazioni oggi quotidiane – dal frigorifero alla lavatrice, dal telefono alla televisione – che appartenevano ancora al futuro.
Tra le protagoniste Iolanda Guerri, classe 1923, madre di quattro figli e circondata oggi da nipoti e pronipoti. «Il mio segreto è quello di stare qui e pensare ai figli, ai nipoti, un po’ a tutto. Quattro figli e quattro generazioni tra nipoti e pronipoti, una grande famiglia che mi vuole tanto bene», ha raccontato.
Luciana Granziero, prossima al traguardo dei cento anni e già volto simbolico della Civitas Vitae Nazareth: era stata proprio lei, il 24 luglio scorso, a effettuare il taglio del nastro in occasione dell’inaugurazione della nuova area della struttura. «Sono arrivata ai cento, mancano pochi giorni. Sono felice perché ho la testa che mi funziona, le gambe che mi portano, e questo vuol dire molto per una centenaria. Sono entusiasta di questo ambiente perché mi sono trovata tanti amici, mi vogliono tutti bene e per una che ha cento anni avere la compagnia che ti accoglie è una cosa meravigliosa».
Con i suoi 106 anni, Romola Golfetto, nata a Battaglia Terme il 29 luglio 1920, è stata la decana del Secondo Raduno e, dopo essere stata tra i settanta protagonisti del Guinness World Records del 2024, è tornata ancora una volta a raccontare il proprio secolo di vita. «Mangiare bene, essere persone serie e volersi bene in famiglia. Nella mia vita ho amato tanto ed è per questo che ora sono amata così tanto», ha raccontato Romola. E alla domanda sul suo carattere ha risposto: «Buono, perché ho fatto tutto per gli altri, per me poco niente».
Di fronte a queste testimonianze, Andrea Cavagnis, presidente di Fondazione Oic ets, ha sottolineato: «Qua siamo tutti molto motivati a raggiungere questi traguardi. Ormai è una tradizione festeggiare i nostri centenari ogni anno: sono quindici anni che lo facciamo. Per noi è un segnale che vogliamo dare al territorio: si può arrivare a questa età e si può arrivare anche in ottima forma, come dimostrano i nostri supercentenari. La longevità è una risorsa, qualcosa che può spingerci a toccare traguardi che magari non avremmo mai immaginato».
Per il direttore generale Fabio Toso, il significato del raduno va oltre la celebrazione anagrafica: «Dopo il mega raduno di due anni fa, quando abbiamo ottenuto il Guinness World Record, anche quest’anno abbiamo voluto fare qualcosa di eccezionale con questo Club: un raduno di 23 centenari provenienti sia dalle residenze della Fondazione sia dal territorio. Festeggiare le persone che hanno cento anni vuol dire festeggiare la storia del quartiere e dargli anche un’identità. Raccogliere la testimonianza di chi ha la storia più lunga è un po’ come raccogliere e rendere protagonisti tutti quelli che l’hanno vissuta, la stanno vivendo e la porteranno avanti. E ancora: «La Civitas Vitae Nazareth oggi, con il Quartiere 3b, ha dimostrato quanto il legame tra il Centro Servizi e il territorio sia una contaminazione continua, che mostra quanto Fondazione Oic e territorio siano uniti con un obiettivo comune».

Al raduno dei centenari promosso dal Club Over 100 e da Fondazione Oic non sono mancate le istituzioni, a partire dal consigliere provinciale Vincenzo Gottardo e dall’assessora al sociale del Comune di Padova Margherita Colonnello. Fabio Casetto, presidente della Consulta del quartiere 3b, ha sottolineato la sinergia tra Rsa e territorio che ha permesso l’organizzazione dell’evento.
Dei 23 centenari protagonisti della festa del 18 settembre della Civitas Vitae Nazareth hanno partecipato in 15: Alice Concolato, nata il 27 gennaio 1926; Elsa Nardo, 22 gennaio 1925; Elda Vanzetto, 25 febbraio 1925; Tersilla Pobli, 14 maggio 1926; Renata Saretta, 23 maggio 1924; Elena Cazzola, 23 maggio 1925; Maria Bochicchio, 7 luglio 1925; Ida Artuso, 27 agosto 1925; Luciana Granziero, nata il 21 ottobre 1926 e prossima a entrare ufficialmente nel Club Over 100; Rosalba Rizzo, 27 novembre 1922; e Tina Gambarotto, 26 dicembre 1924.
Dalla residenza Santa Chiara di via Toblino a Padova sono arrivati Iolanda Guerri, classe 1923, e Giovanni Baldan, classe 1925. Dalla residenza Giubileo di via Gemona a Padova Maria “Iole” Toppao, classe 1926. Da Carmignano di Brenta Ada Pagliati, 100 anni.
A loro si sono uniti, dal territorio, Romola Golfetto, 106 anni e decana della giornata; Leonia Carraro, nata il 5 settembre
1920; Velis Maria Longhin, nata il 9 maggio 1924; Cecilia Anselmi, Angelina Bortolami, Carolina Maghin, Mariella Bertorelle e suor Serafica, 102 anni.