Chiesa | Diocesi
Aiutare la Chiesa a individuare delle vie pratiche, concrete, pastoralmente percorribili affinché la formazione al popolo di Dio, oltre che per vescovi, presbiteri e diaconi, si estenda anche a tutti i fedeli laici. È questa la “consegna” che papa Leone XIV ha affidato a un gruppo di lavoro costituito dal card. Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che si è riunito dal 14 al 19 agosto nell’abbazia benedettina di Mount Angel in Oregon (Usa). A far parte di questo gruppo è stato chiamato anche don Gianandrea Di Donna, responsabile dell’Ufficio per la liturgia della Diocesi di Padova e docente di liturgia alla Facoltà teologica del Triveneto. «In apertura dei lavori – racconta – papa Leone XIV ci ha inviato una lettera con la quale ha esortato il gruppo a lavorare attorno alla lettera apostolica di papa Francesco Desiderio desideravi sulla formazione del popolo di Dio alla liturgia. Abbiamo operato – cardinali, alcuni vescovi, un gruppo di teologi e soprattutto liturgisti, uomini e donne – nel clima della preghiera e nel clima spirituale dell’abbazia per trovare delle strade, dei modi concreti con i quali aiutare la Chiesa in maniera pragmatica, pratica, concreta a camminare nel campo della formazione alla liturgia. L’abbiamo fatto attraverso il metodo cosiddetto sinodale voluto da papa Francesco, «per cui, a partire da alcuni stralci della Desiderio desideravi, c’è stata la condivisione teologica e pratico-pastorale». In un clima raccolto, molto spirituale, molto poco accademico».
Il gruppo ha approfondito la formazione in diversi ambiti: clero, seminaristi, laici… «Abbiamo affrontato la questione della fedeltà alla teologia del Concilio Vaticano II, come realizzarla e come non perderla di vista; non secondaria, poi, la questione della fedeltà ai testi liturgici approvati e ai riti liturgici approvati. E da ultimo il grande capitolo dell’ars celebrandi e quindi del rapporto del rito con la bellezza, con l’arte, con il canto, con la musica e tutti i linguaggi che la liturgia usa».