Mosaico | Sagre e Feste
«Le feste quinquennali di Foza rappresentano un’esperienza forte che va vissuta: solo partecipandovi si può comprenderne davvero il senso». Lo sottolinea con slancio il parroco, don Federico Zago, facendosi portavoce del sentire di tutti i fodati (così si chiamano gli abitanti di Foza) e dei tanti emigrati nei vari Paesi del mondo, che per la processione del 15 agosto tornano con affetto alla loro terra.
I preparativi per la grande festa, che dal 1836 ricorre ogni cinque anni, sono iniziati da settimane, a partire dallo scorso 23 giugno quando la statua della Madonna del Voto del 1360, preservata dagli abitanti anche in tempo di guerra, ha raggiunto piazza San Pietro per ricevere la benedizione del Papa. Durante le celebrazioni di luglio si sono poi susseguite l’intronizzazione della scultura lignea, l’affidamento delle famiglie e dei bambini alla Madonna, l’unzione dei malati e il ricordo del parroco don Tiziano Cappellari, nel 12° anniversario della morte.
Dal 13 luglio è iniziata la preghiera del rosario, a turno, nei capitelli delle venti contrade, conclusasi il 5 agosto in cimitero con la preghiera per i defunti. Ora, prima di arrivare all’atteso giorno dell’Assunta, la comunità vive domenica 9 agosto la tradizionale celebrazione eucaristica presieduta da don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, con l’affidamento degli emigrati alla Vergine, mentre il 12 agosto si terrà una serata di ringraziamento per il centenario della chiesa parrocchiale.
«Il culmine delle feste arriverà il 15 agosto con l’attesa processione, giornata preceduta il 14 dall’adorazione eucaristica in chiesa – evidenzia don Zago – Il 15 la statua della Madonna uscirà dalla chiesa intorno alle 7.15, anticipata da un concerto di campane. Poi, un attimo di silenzio, sempre toccante, circonderà i presenti sul sagrato: è il momento in cui tutti provano una gioia profonda, forse un po’ di nostalgia, l’emozione è tanta e scorrono lacrime. È un breve tempo di fermo in cui tutto il paese si sente unito nell’affidamento a Maria, sia chi è rimasto, sia chi ha dovuto emigrare».
A questo punto la processione prende il via, fino all’oratorio di San Francesco, attraverso le contrade vestite a festa con archi bellissimi preparati nei dettagli. I bambini portano il “manto di Maria”, un drappo azzurro con su scritte le preghiere dei parrocchiani. Poi, seguono le messe delle 9.30 e delle 11. Una curiosità: i fodati sanno con certezza che durante la processione, anche quest’anno, non pioverà: la Madonna, da sempre, accompagna questo momento all’asciutto!