Cultura pop. Dal commento sotto un video YouTube sulle sorprese Kinder al BeComics di Padova: una riflessione su come i trentenni e quarantenni di oggi continuano a coltivare le passioni dell'infanzia
Il miglior commento sociologico del 2026 lo ha fatto un utente al video Youtube di Hector the Collector che metteva a confronto le sorprese delle uova di Pasqua Kinder degli anni Novanta e inizio Duemila con quelle di quest’anno. Le prime erano giocattoli da utilizzare, le seconde delle «belle statuette da mettere sulla mensola e stop». «Sembra quasi che le sorprese attuali siano dedicate più a noi bimbi di una volta che non ai bimbi di oggi», scrive @Nerdostorming_Edo-Vale. E allora penso al recente BeComics, il festival del gioco e del fumetto che si è svolto nella fiera di Padova il 20 e il 21 marzo. C’erano i bambini, sì, ma solo una minoranza, spesso accompagnatori dei loro genitori (dai tardo-trentenni ai cinquantenni), bambini tra gli anni Settanta e i Novanta. Mettiamo subito le cose in chiaro: non c’è nulla di male in tutto questo. Nelle corti rinascimentali dame e cavalieri giocavano a nascondino e mosca cieca. Vite meno lunghe e società meno complessate caratterizzavano infanzia e adultità non dai passatempi, ma dalle responsabilità e dalle aspirazioni. Eppure le fiere del fumetto spesso si riducono a un grande mercato di modernariato che baratta il potere di acquisto degli stipendi dei trentenni con l’illusione di recuperare il tempo perduto di un’infanzia o di un’adolescenza che non tornerà. Tanti cartoni e fumetti tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta sognavano un futuro di robot e macchine volanti. Trent’anni dopo compriamo il futuro di quel passato sotto forma di costose action figure. C’erano tante belle cose al BeComics: la celebrazione per i 30 anni di Paperinik, la presentazione del fumetto di Leo Ortolani e Andrea Pennacchi Tapum sulla battaglia del monte Ortigara. A richiamare però il mondo là fuori c’era lo stand della Marina Militare Italiana, una strizzata d’occhio amichevole ai nerd ventenni arruolabili mentre si moltiplicano le guerre. Se questo è il futuro, ridateci il passato.