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«È con grande gioia che celebriamo una lunga storia di fede, devozione e attenzione alla chiesa di questa piccola, ma viva, comunità di battezzati, che è Frapiero, con l’augurio che prosegua questa storia secolare». Con queste parole il parroco don Fabio Bertin presenta la festa di sabato 11 luglio, con la presenza del vescovo Claudio, che presiede la messa alle 17.
Come ricorda Paolo Rosso, coordinatore laico della collaborazione pastorale Via Annia, residente a Frapiero, «non solo l’edificio-chiesa compie trecento anni, ma tutta la comunità-chiesa di Frapiero compie e celebra tre secoli di vita di comunione, preghiera, condivisione; un lungo cammino di impegno, solidarietà e collaborazione. Quell’iniziale oratorio di pietre è ancora lì, oggi, ad accogliere i fedeli».
Dove non c’era nulla, i monaci benedettini di Santa Giustina in Padova hanno creato un luogo bonificato, risanato, vivibile, che poi ha dato vita ad altre strutture: abitazioni, strade, coltivazioni agricole, allevamenti. Fu realizzata poi una casa conventuale per la stabile dimora dei monaci e un agglomerato di abitazioni, una rete di relazioni sociali, un tessuto di cooperazione e di lavoro e nel 1726 fu costruito l’oratorio per la preghiera.
Alcuni anni prima, verso la fine del 1600, Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova, in visita pastorale alla chiesa di Cona, chiedeva all’arciprete «maggior interessamento per la parte della parrocchia più lontana», cioè Frapiero e Pegolotte.
Molto tempo dopo ci fu un evento determinante per la piccola comunità di fedeli, allora dipendente dalla chiesa madre di Cona: il 15 maggio 1915 viene autorizzata la stabile conservazione del Santissimo Sacramento dell’eucaristia nell’oratorio di Frapiero, che diviene così chiesa. Nel 1922, l’elevazione a curazia, dapprima dipendente da Cona, e successivamente nel 1932 a curazia autonoma e indipendente dalla chiesa madre di Cona. Finalmente, l’elevazione a parrocchia il 25 luglio 1943. L’oratorio, ancora proprietà di un privato cittadino, viene da questi donato, per l’occasione, alla comunità parrocchiale.
A Frapiero vi è una forte devozione per la Beata Vergine Maria, che culmina nella ricorrenza della festa patronale il 21 novembre, in cui si celebra la Presentazione della Beata Vergine Maria (Madonna della salute). La cronistoria parrocchiale ricorda un primo voto fatto alla Vergine nel 1882 per la protezione contro l’epidemia di colera; poi nell’ottobre 1943 con la promessa di realizzare una nuova chiesa a lei dedicata, al cessare delle ostilità belliche e al ritorno dei soldati illesi. E così fu fatto.
A partire dalla fine degli anni Cinquanta, grazie al parroco don Pietro Salmaso, l’originario oratorio ha subito ampliamenti, trasformazioni e migliorie, dando vita a una nuova chiesa, decorata e raddoppiata rispetto alla sua iniziale superficie. Più di recente sono stati rifatti il tetto, gli impianti e la sistemazione dell’attigua grotta di Lourdes, oltre all’assestamento della casa canonica ora centro di ascolto Caritas zonale.
Sabato 11 luglio, dopo la messa presieduta dal vescovo Claudio (e animata dal coro parrocchiale Animae Cantor di Agna), nell’attigua Gastaldia segue la presentazione del volume La chiesa di Frapiero 1726-2026. Storia, fede e devozione (alle 18.15); la festa si conclude con un momento conviviale.