Fatti
GeoResQ. Un’app per la sicurezza in montagna
Si chiama GeoResQ, inizialmente era disponibile per i soli soci Cai, ma adesso è stata rinnovata ed è gratuita. Usa la geolocalizzazione e dialoga con le centrali operative
FattiSi chiama GeoResQ, inizialmente era disponibile per i soli soci Cai, ma adesso è stata rinnovata ed è gratuita. Usa la geolocalizzazione e dialoga con le centrali operative
Un aiuto indispensabile per gli amanti della montagna anche veneta. L’app GeoResQ (www. georesq.it), dedicata alle attività in altura in grado di inviare una richiesta di aiuto quando ci si trova in pericolo e si ha bisogno di soccorso, viene rinnovata e diventa gratuita e utilizzabile da tutti. «Fino a ora l’utilizzo di GeoResQ era gratuito solamente per i soci del Cai – spiega Antonio Montani, presidente generale del Club Alpino Italiano – Grazie ai fondi del ministero del Turismo oggi siamo in grado di offrirlo a tutti. Sui sentieri e sulle pareti, però, la sicurezza totale non esiste, questa app deve dunque affiancare la formazione e le necessarie valutazioni delle proprie capacità e dei pericoli insiti in un ambiente non addomesticato dall’uomo». L’app traccia in tempo reale il percorso degli escursionisti, li memorizza e archivia. In caso di pericolo invia l’allarme e la richiesta di soccorso alla centrale d’emergenza, con l’indicazione immediata di geolocalizzazione. E questo avviene per esempio, se si ha smarrito il sentiero a causa della nebbia del buio o del brutto tempo, o in caso di incidente o una caduta che compromette le facoltà di movimento e la salute. Nelle centrali operative di GeoResQ, attive 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, turnano gli operatori del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico con una formazione specifica. L’allarme che giunge alla centrale viene preso in carico e inoltrato Cnsas locale. Inoltre entro il 2023 in tutte le regioni italiane sarà attivo il Nue 112, il Numero di emergenza unico europeo 112.
Lattebusche, realtà produttiva che opera nel settore lattiero-caseario dal 1954 con sede in provincia di Belluno e sei unità produttive localizzate in tutto il Veneto, si schiera per il secondo anno a favore della ricerca del Vimm, l’Istituto veneto di Medicina molecolare. Per i mesi di luglio e agosto, infatti, su tutte le confezioni di latte in distribuzione nei vari negozi e supermercati, è riportato un box interamente dedicato alla ricerca del Vimm, con le istruzioni per sostenere la campagna per il 5xmille dell’istituto donando il proprio contributo. Nato nel 1996, il Vimm è uno dei poli di eccellenza a livello internazionale per le ricerche svolte nel campo della biologia cellulare e molecolare: i loro progetti studiano dei segnali cellulari per comprendere i meccanismi attraverso i quali le cellule comunicano tra loro per conoscere le cause di molte malattie oggi incurabili.