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Giardini terapeutici. Ecco le piante che fanno bene
Le linee guida Il Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova ha stilato i criteri sulla scelta delle specie individuandone 138
MosaicoLe linee guida Il Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova ha stilato i criteri sulla scelta delle specie individuandone 138
I giardini terapeutici sono spazi verdi progettati secondo criteri che tengono conto di ambiente, sicurezza, protezione, stimoli sensoriali, caratteristiche dell’utente, destinati a generare effetti terapeutici attraverso la generazione diretta e indiretta di stimoli tattili, olfattivi, visivi, uditivi e gustativi (tessiture, profumi, colori, suoni, prodotti eduli orticoli e frutticoli). Il contributo del Dipartimento Tesaf è consistito nella predisposizione di linee guida per l’individuazione di specie vegetali da impiegare nella progettazione di giardini terapeutici dedicati a persone affette da demenza e residenti nel contesto geografico della pianura veneta. In particolare, l’obiettivo è stato quello di individuare le specie vegetali potenzialmente utilizzabili e familiari a pazienti e caregiver e soddisfare le caratteristiche delle specie tipiche di un giardino terapeutico.
La scelta delle specie ha preso spunto dalle osservazioni condotte sul giardino terapeutico di Casa Maria Teresa di Calcutta a Rubano e sul giardino terapeutico dell’ospedale San Camillo del Lido di Venezia e tradotte in ambitofloristico. Nella selezione è stata posta particolare attenzione per quelle specie ampiamente diffuse allo stato spontaneo e quindi probabilmente ben conosciute dagli utenti. Inoltre, a fronte dell’attuale regime climatico in cui prevale la riduzione delle piogge e l’incremento delle temperature medie stagionali, è sembrato ragionevole e oculato tenere in considerazione gli effetti dei cambiamenti climatici sulla flora dei giardini e sul suo assetto. A tal proposito si sono selezionate alcune specie mediterranee che, oltre a possedere i caratteri validi per igiardini terapeutici, dimostrano tolleranza all’aridità e alle alte temperature. Infine, si è ritenuto utile aggiungere informazioni sulla reperibilità delle specie nel mercato florovivaistico.
Le piante selezionate sono in totale 138, suddivise in 41 specie arboree ed arbustive e 97 specie erbacee. I suggerimenti e le linee guida per la realizzazione di un giardino terapeutico sono stati declinati in attributi specificiche connotano ciascuna specie all’interno di una tabella in formato Excel. Essa costituisce un database per la progettazione dei giardini terapeutici ed è uno strumento dinamico, di agevole consultazione e funzionale alleesigenze del progettista che può interrogare il database in base ai parametri di interesse. Nella tabella le specie sono ripartite in due fogli: il primo dedicato a specie arboree e arbustive, il secondo alle specie erbacee.
Gli attributi utilizzati sono i seguenti: status, indica la condizione della specie rispetto all’ecosistema a cui appartiene;lista rossa: indica il grado di vulnerabilità delle specie presenti nella Lista rossa del Veneto secondo i criteri dell’International Union for Conservation of Nature; forma di crescita: indica il portamento e le strategie adattative delle specie; caratteri per l’impiego nei giardini terapeutici: indica una serie di caratteristiche delle specie che le rendono idonee all’utilizzo dei giardini terapeutici; terreno: indica le esigenze delle diverse specie in relazione ai nutrienti, al pH e alla capacità drenante; gestione culturale: indica la facilità o meno delle cure culturali richieste dalle diverse specie; esposizione: indica la collocazione ottimale delle specie in rapporto all’esposizione; tolleranza all’aridità: indica il livello di umidità nel suolo in cui la pianta cresce; antesi: indica il periodo di fioritura delle specie; affinità: indica l’affinità tra specie in relazione a esigenze idriche ed edafiche, esposizione e abbinamento cromatico; reperibilità in vivaio: indica la facilità di reperimento di una specie nelle strutture florovivaistiche in Veneto; distribuzione territoriale allo stato spontaneo: indica la misura in cui le specie sono diffuse spontaneamente in natura.