Giornata della memoria. Al Verdi Fino a quando la mia stella brillerà
Al Teatro Verdi di Padova va in scena “Fino a quando la mia stella brillerà”: il racconto della vita di Liliana Segre, tra memoria della Shoah e teatro come strumento di educazione e immedesimazione per le nuove generazioni.
Va in scena lunedì 26 gennaio alle 20.30 al teatro Verdi di Padova Fino a quando la mia stella brillerà, la storia di Liliana Segre, deportata ad Auschwitz all’età di tredici anni e liberata dopo un anno e mezzo di prigionia, oggi Senatrice della Repubblica e testimone della Shoah. Raccontata da Margherita Mannino, accompagnata dalle musiche originali composte da Filippo Cosentino, attraverso un monologo pensato in modo specifico per essere fruibile anche da un pubblico giovane, dagli undici anni in su, la storia portata in scena è basata sul libro di Daniela Palumbo e Liliana Segre. Lo spettacolo scritto da Daniela Palumbo, con la regia di Lorenzo Maragoni, utilizza – come il romanzo – un linguaggio, immagini e descrizioni di pensieri e sensazioni filtrati dallo sguardo di Liliana giovane ragazza: come si può raccontare l’orrore della Shoah anche ai giovanissimi? Ma ancora: come può essere che ragazzi e ragazze di quell’età quell’orrore lo abbiano vissuto? Le due domande si intrecciano nel corpo dell’attrice, in parte narratrice e commentatrice della storia di vita di Liliana, in parte, a tratti, ospite discreta della sua persona, per attivare in forma doppia (dalla testimone all’attrice, dall’attrice al pubblico) il dispositivo più potente del teatro: l’immedesimazione. Accanto alle testimonianze scritte, visive, sonore, centro imprescindibile della memoria delle leggi razziali, del fascismo, dei campi di sterminio, il teatro può farsi strumento cruciale nell’educazione delle nuove generazioni, un mezzo per fare, in un contesto protetto e condiviso, l’esperienza di “mettersi nei panni di”. Margherita Mannino accompagna lo spettatore nel percorso storico ed emotivo di una ragazzina, poco più che bambina, costretta a vivere l’orrore della Shoah, una storia di legami familiari infranti, deportazione, indicibile sofferenza, e infine liberazione e lenta rinascita. Nel farlo, ci rende tutti potenziali testimoni, e ci ricorda che potremmo esserne potenziali vittime, e potenziali perpetratori. Per informazioni: 049-87770213 oppure teatrostabileveneto.it