Chiesa
Il 18 novembre, nel convento Sant’Antonio dottore dei minori conventuali, si è riunito un gruppo di giovani appartenenti a diversi istituti e forme di vita consacrata. «È stato il primo appuntamento dell’anno pastorale – spiegano fra Tiago Figo (minore conventuale) e Silvia Sandon (Ordo Virginum) – pensato per i giovani consacrati, in formazione e fino ai dieci anni di professione perpetua, presenti nella Diocesi di Padova. Assieme al delegato vescovile per la vita consacrata, don Antonio Oriente, è stata condivisa con la comunità dei frati la preghiera dei vespri e a seguire la
cena in ambiente familiare e in un clima fraterno. Questo tipo di incontri, pur nella semplicità e spontaneità con cui si svolgono, esprimono il bisogno e il desiderio che sentiamo, in quanto consacrati in cammino, di affinare sempre di più la nostra conoscenza e di avere dei tempi per condividere i nostri vissuti, i nostri carismi e il bene di Dio che ci unisce».
Durante l’incontro del 10 ottobre scorso con i partecipanti al Giubileo della vita consacrata, papa Leone XIV ha sottolineato: «La Chiesa oggi vi chiede di essere testimoni speciali nelle diverse dimensioni della vostra vita, in primo luogo camminando in comunione con tutta la grande famiglia di Dio, sentendola come Madre e Maestra, condividendo in essa la gioia della vostra vocazione».
«Il nostro ritrovarci per la condivisione della preghiera e della mensa ha lo scopo di venir incontro all’invito del papa. Inoltre, questa volta abbiamo anche voluto compiere un gesto speciale: vivere insieme, come giovani consacrati, la veglia diocesana di preghiera realizzata in occasione della Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, valorizzando l’importanza del tema nell’ambito del nostro percorso formativo».
Nei prossimi mesi i giovani consacrati parteciperanno anche al percorso, già avviato lo scorso anno, di riflessione e confronto sul futuro della vita consacrata nel Triveneto, «sentendolo come un’opportunità per noi di esprimere i sogni e i bisogni, le potenzialità e le difficoltà che si possono riscontrare nella risposta a questa speciale chiamata. A marzo avremo un incontro con il vescovo Claudio e, nel frattempo, vivremo le iniziative e i momenti diocesani già in calendario».