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Una settimana di festa per celebrare i cinquant’anni della parrocchia di Sant’Anna di Piove di Sacco – eretta come comunità cristiana l’8 settembre 1976 (a nuova chiesa verrà costruita nel 1981 e nel 1983 il patronato) – ma anche per guardare al futuro. Diverse le occasioni di incontro e riflessione, con la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Claudio, domenica 6 alle 11, e la messa comunitaria martedì 8 alle 20.30.
Per il parroco don Giorgio De Checchi, che si appresta a lasciare la comunità dopo 23 anni, per assumere la guida di un gruppo di parrocchie del Veneziano, «fare memoria di cinquant’anni di vita parrocchiale significa guardare negli occhi quanti hanno contribuito a far nascere e crescere questa comunità».
Molte delle persone che partecipano tutt’oggi sono tra i protagonisti dei cinquant’anni di Sant’Anna: una parrocchia che si è arricchita di famiglie e di giovani che hanno dato via vita al quartiere. Una comunità che ha contribuito al tessuto sociale del Piovese in svariati modi. Forse non è una casualità che tre degli ultimi quattro sindaci sono di questo quartiere».
Ancora don De Checchi: «Fare festa per i cinquant’anni di vita vuol dire ringraziare. Prima di tutto il Signore per tutto ciò che si è vissuto e sperimentato e cercare di capire tutto il bene che desidera per noi. Una gratitudine che si rende vera solamente nel cogliere quello che di significativo è chiamata a essere una comunità cristiana oggi in questo territorio. Ecco perché, gli orizzonti che individuano una parrocchia, quello della Parola, della liturgia e della carità, sono stati oggetto di riflessione, così come il tema di riferimento per l’incontro comunitario con il vicario per la pastorale, don Leopoldo Voltan, in programma venerdì 4 alle 21. La messa conclusiva poi dell’8 settembre, sarà uno sguardo verso il futuro a partire dalle indicazioni che sentiremo opportune per i prossimi anni».
Per don Giorgio «cinquant’anni non con il torcicollo, ostinati a guardare indietro, ma pieni di gratitudine per il bene che c’è fra noi, decisi ad affrontare ciò che verrà con impegno e tanta speranza, perché di poche cose siamo certi e una di queste è che la misericordia del Signore e la sua forza non ci abbandonano mai».
La vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale, Chiara Levorato, sottolinea che «la parrocchia, nata in un garage, era un fermento di attività e di persone desiderose di abitare un territorio più familiare e ristretto rispetto alla grande parrocchia del Duomo. Anche oggi a Sant’Anna non manca la voglia di ritrovarsi, di mettersi e rimettersi in gioco per nuove proposte, di fare famiglia, di stringerci nei momenti di dolore, di fermarci in piazza per incontrare, accogliere, pregare per far crescere la propria fede».