Fatti
I colli Euganei contesi tra Serprino e Prosecco
Elemento caratterizzante del paesaggio dei colli Euganei, la vite si trova contesa tra le denominazioni Serprino e Prosecco.
FattiElemento caratterizzante del paesaggio dei colli Euganei, la vite si trova contesa tra le denominazioni Serprino e Prosecco.
Entrambe le etichette hanno origine dall’uva Glera, i cui filari sulle alture patavine occupano una superficie di circa 850 ettari per un totale potenziale di oltre 10 milioni di bottiglie. La convivenza tra le due eccellenze, però, non si basa su un’equa spartizione del terreno, essendo destinati a Prosecco ben 550 ettari mentre i rimanenti danno origine sia al Serprino sia al generico vino da tavola. Davanti a tale situazione di disequilibrio tra le due parti – che si riflette sia sul numero di bottiglie prodotte sia sul prezzo differente di vendita della stessa uva in base a ciò che di venterà una volta raccolta – l’azione del Consorzio di tutela dei vini doc e docg dei colli Euganei è stata quella della sospensione momentanea dell’iscrizione di nuovi vigneti di Glera per salvaguardare, anche economicamente, la produzione e il commercio del Serprino. La decisione ha però innescato una reazione tra i soci dell’assemblea, alcuni dei quali hanno deciso di recedere dallo status di soci stessi preoccupati per un’ulteriore invasione dei Colli da parte del Prosecco, privando così il territorio patavino di un’eccellenza che potrebbe trovare anche nella candidatura degli Euganei a Riserva della biosfera Mab (Man and the Biosphere) Unesco un’ulteriore occasione di rilancio e consolidamento a livello non solo nazionale. Il clima infuocato tra i diversi produttori ha avuto effetto anche sugli organi politici, decisi a intervenire sulla questione per auspicare innanzitutto una riappacificazione tra i soci: «Nella discussione, legittima – dichiara il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello, da anni attivo per la tutela e la promozione dei vini dei Colli– bisogna evitare di smembrare il Consorzio dei vini dei colli Euganei, perché così faremo solo il gioco di chi vuole un territorio debole». Attraverso il dialogo dapprima interno e poi con il consorzio del Prosecco si vuole, dunque, aprire un nuovo percorso di valorizzazione e tutela del Serprino, inteso come eccellenza produttiva e mezzo per la crescita turistica della zona.
La vendita di uva Serprino vale 38 euro al quintale; se fosse, invece, venduta come Glera per la produzione del Prosecco, il guadagno lieviterebbe a 90-100 euro al quintale. Solo una settantina di ettari di Serprino vengono realmente rivendicati a Doc, il resto della raccolta finisce sotto l’etichetta di vino sfuso.
Riccardo Rocca