Idee
Tra le aspirazioni dei giovani in tema di lavoro e le necessità delle imprese di competenze pratiche e tecniche si allarga il divario generando preoccupazioni e incertezze su entrambi i fronti: lo afferma una recente indagine del Centro nazionale orientamento (Cno) di Elis (associazione che opera in quattro ambiti: Educazione, Lavoro, Istruzione, Sport) e del portale Skuola.net che a Roma ha interessato 1500 studenti e studentesse delle scuole medie secondarie.
La questione nasce tra i banchi di scuola quando oltre il 90% di allievi e allieve chiede di avviare attività di orientamento in aziende che tengano seriamente conto dei loro studi, delle loro competenze, della loro dignità.
Ancora una volta le nuove generazioni si rivolgono a quelle adulte per pensare e porre in essere percorsi che nel dare spazio agli aspetti produttivi e di mercato non mettano ai margini i progetti di vita peraltro maturati negli anni di scuola.
Risulta dai dati di Elis e Skuola net che non corrisponde al vero che i giovani non accettano lavori pesanti e usuranti, risulta invece da parte dei giovani la ricerca di attività lavorative che permettano di mettere a frutto le proprie competenze e passioni (57%), di guadagnare uno stipendio dignitoso (52%) e di trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata (51%). Non si tratta di rifiutare un impegno oneroso ma di chiedere un cambio di passo come in questi ultimi anni hanno fatto non pochi giovani con il dare vita a piccole imprese creative sul territorio facendo perfino rinascere luoghi ormai dati per estinti.
Chiamare “fughe dalla realtà” queste attese significa non tenere conto di trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche conosciute a scuola e che motivano la ricerca di un rapporto tra uomo e lavoro nel segno della tutela della dignità umana. Quello dello sfruttamento dei rider non è un caso limite e isolato, non può essere lasciato alla cronaca di questi giorni che ha avuto il merito di portarlo alla luce grazie all’intervento della magistratura.
È importante allora comprendere le ragioni dei giovani in una stagione in cui presente futuro sono minacciati dal calo di fiducia e di speranza.
Dall’indagine Elis e Skuola.net si coglie che un cambio di passo può avvenire se studenti e studentesse uscendo dall’aula hanno la possibilità di confrontarsi a viso aperto con imprenditori e dirigenti: cadrebbero pregiudizi e luoghi comuni, si aprirebbe un capitolo nuovo e positivo per il futuro dell’umanità.
Ci sono segni positivi che vengono dalla scelta dell’università: il 67% degli intervistati dichiara di voler continuare gli studi non per rinviare la soluzione del problema lavoro bensì per affrontarlo con un supplemento di riflessione e di progetto con le parti in causa comprese la politica e le istituzioni. I sogni dei giovani non possono essere interpretati come fuga dalla complessità: sono domande e attese che riguardano la qualità della vita e che lasciano intravvedere un senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri che negli adulti non sempre è forte e diffuso.