Idee
Caro direttore,
grazie per aver pubblicato una sintesi dello splendido intervento dello storico ucraino Yaroslav Hrytsak (La Difesa, 2 novembre 2025). Che farà ora la claudicante Europa, dopo che i due grassi maiali orwelliani di stalla a Washington e al Cremlino
(cfr. Orwell: La fattoria degli animali), sembrano essersi alfine accordati per spartirsi le ricchezze
e far fuori l’Ucraina? Sembra essere questo, infatti, il risultato della “sagra delle chiacchiere” che ormai domina l’orizzonte di una guerra devastante
e che miete quotidianamente vittime inermi, senza che nessuna veemente protesta si levi, come giustamente è avvenuto per Gaza.
Hrytsak ci spiega l’inutilità del parlare (anche cattolico) di «pace giusta e duratura» quando l’interlocutore comprende solo il linguaggio monofonico della violenza. Lui, che vive sotto le bombe, afferma che l’unico modo per arrivare alla pace giusta è una «guerra giusta». E di questo sono convinti anche quegli ucraini che lottano per qualcosa che non si può occupare né comprare: «la speranza di vivere liberi». Speranza che ormai può contare solo su un’Europa più decisa a mostrare i muscoli (e a buttar fuori da essa chi rema pro Putin, come l’Ungheria e la Slovacchia, che pur banchettano con i nostri generosi contributi).
Grazie per l’ospitalità.